Gaza, Israele: ‘Sì a corridoio umanitario e stop attacchi per 3 ore al giorno’

l piano per il passaggio degli aiuti è stato annunciato dal premier Olmert. Barak ordina l'apertura di alcuni valichi della Striscia. Peres: 'Vogliamo porre fine al terrorismo'. Nasrallah: 'Siamo pronti a una nuova guerra con Gerusalemme'.
News Nazionali

Tel Aviv, 7 gen. (Adnkronos/Ign) – L'esercito israeliano ha annunciato oggi che sospenderà gli attacchi sulla Striscia di Gaza per tre ore al giorno. "E' stato deciso che i combattimenti saranno sospesi dalle 13 alle 16 (ora locale, in Italia dalle 12 alle 15) ogni giorno, a partire da oggi, per garantire i bisogni umanitari", ha detto il portavoce militare, il maggiore Avital Liebovich, parlando dopo l'annuncio del premier Ehud Olmert dell'apertura di un "corridoio umanitario", come richiesto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per "prevenire una crisi umanitaria nella Striscia di Gaza". Per consentire l'ingresso degli aiuti il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha ordinato l'apertura di alcuni valichi. Lo ha riferito la radio israeliana.

"E' una tregua che dobbiamo con pervicacia perseguire, in tutti i modi, perché è il primo spiraglio di una tregua permanente'' ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini.

L'offensiva però continua e oggi sono stati attaccati 40 obiettivi, soprattutto nel nord del territorio. Lo ha annunciato un portavoce dell'esercito israeliano da Tel Aviv, precisando che un soldato è rimasto lievemente ferito in combattimento.

"Noi non siamo alla ricerca di un cessate il fuoco, ma di una cessazione del terrore", ha dichiarato il presidente israeliano Shimon Peres in un'intervista all'emittente britannica Sky News, annunciando tuttavia che il piano per una tregua delineato dal presidente egiziano Hosni Mubarak e dal capo dello Stato francese Nicolas Sarkozy è attualmente oggetto di un'attenta analisi da parte delle autorità del suo Paese. La proposta egiziana di una mediazione del Cairo per una tregua a Gaza potrebbe "portare frutti" nelle prossime ore è l'auspicio espresso dall'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, Javier Solana.

Mubarak, in stretto coordinamento con la Francia, ha invitato israeliani e palestinesi a negoziare immediatamente sotto la sua egida per porre fine alla guerra a Gaza. Secondo Parigi si tratta della prima tappa di un piano di pace congiunto franco-egiziano. "La dichiarazione fatta dal presidente Mubarak – ha affermato Solana – è stata bene accolta a New York dai membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, noi speriamo che ciò porti i suoi frutti nelle prossime ore".

Al momento il bilancio delle vittime dell'offensiva israeliana è di 660 palestinesi uccisi e circa 3.000 feriti. L'Onu ha smentito le affermazioni di parte israeliana secondo cui militanti palestinesi si trovavano all'interno della scuola Fakhura di Gaza bombardata ieri da Israele. Secondo quanto riferito da Christopher Gunness dell'UNRWA (UN Relief and Works Agency) l'organizzazione è certa al 99,9 per cento del fatto che nella sua scuola non vi fossero militanti o attività militari. Questo tuttavia, ha aggiunto Gunness – si legge sul sito di 'Haaretz' – non è necessariamente in contraddizione con le affermazioni di parte israeliana secondo cui i militanti operavano nelle vicinanze. Gunness ha parlato poi di un bilancio di 40 morti a seguito dell'attacco ed ha reso noto che l'agenzia vuole un'inchiesta imparziale che tenga conto delle testimonianze, delle fotografie militari israeliane e di qualunque altra prova esista in merito.

Intanto minacce a Israele arrivano dal leader delle milizie Hezbollah libanesi, Hasan Nasrallah. "Dico a Israele che siamo pronti a una nuova guerra. Quello che abbiamo preparato in caso di nuova guerra è molto di più rispetto a quanto abbiamo fatto nel 2006" ha affermato Nasrallah nel corso di un comizio tenuto oggi a Beirut in occasione delle celebrazioni della festa religiosa sciita dell'Ashura. "Dico all'Egitto: avete bisogno di più di 650 morti per aprire il valico di Rafah? I Paesi arabi devono essere solidali con il popolo di Gaza – ha ammonito – Io sono stato denunciato al Tribunale penale internazionale per il mio ultimo discorso da parte degli egiziani. Questo perché ho chiesto al governo egiziano di aprire il valico di Rafah e all'esercito egiziano e alla sua gente di imporlo". Nasrallah ha paragonato l'attuale situazione a Gaza alla guerra del Libano del 2006 e ha invitato tutti i Paesi arabi a non normalizzare i rapporti con Israele, lodando la decisione del Venezuela di espellere l'ambasciatore israeliano.

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