“Lascia l’Italia, figlio mio”. La lettera di Celli fa discutere. FareFuturo “Ragazzi restate”

Il futuro della 'meglio gioventù': rimanere o andare all'estero?
News Nazionali

Roma, 30 nov. (Adnkronos/Ign) – "Avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito". Così scrive al figlio Pierluigi Celli, ex direttore generale della Rai e attualmente direttore generale della Luiss, in uno dei passi più rilevanti della lettera che 'La Repubblica' mette in prima pagina. Una lettera in cui Celli incoraggia il suo ragazzo a lasciare l'Italia perché "non è più un posto in cui si possa stare con orgoglio". Infiniti i commenti tra critiche e approvazioni.

Tra questi anche quello della Fondazione FareFuturo presieduta da Gianfranco Fini. Sul sito di riferimento 'Ffwebmagazine', il direttore Filippo Rossi parte dalla parola d'ordine degli anni '70, "Boia chi molla" (e non in chiave nostalgica ma di speranza) per precisare: "Nessun rimpianto per un'idea della politica muscolare", e tantomeno per un clima da "guerra civilie", e commenta: "Un quadro fosco, quello di Celli, di un pessimismo forse esagerato. Ma non è nel merito che ci sentiamo di dare un consiglio alternativo".

"E anzi -sottolinea- nemmeno un vero consiglio ci sentiamo di dare. Piuttosto una richiesta e una speranza. La speranza che l'Italia non venga privata di una generazione che, oggettivamente, è stata abbandonata a se stessa, prigioniera del presente, senza prospettive, senza un sogno collettivo, senza un'idea di futuro".

"Proprio per questo non possiamo che aggrapparci, pervicacemente, a un ottimismo della volontà, a un 'boia chi molla' che non significa nulla se non questo: ti prego, vi prego -è l'appello di Rossi- non ci abbandonate, aiutateci a cambiare un Paese che non si merita questo presente. Cari giovani, rimanete con noi, aiutateci a non arrenderci a una realtà malandata, colpita da troppe malattie. Aiutateci a non mollare. Solo voi, anche se forse non lo sapete, siete in grado di farlo. Solo voi. Con orgoglio".

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