Roma, 5 ott. – (Adnkronos) – Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha scritto al presidente della commissione Affari Costituzionali, Donato Bruno, per chiedergli di avviare il dibattito sulla riforma della legge elettorale. Oggi durante l’ufficio di presidenza della commissione, Pd e Udc hanno avanzato la stessa richiesta. In una parola, prosegue il lavorio tra democratici, centristi e finiani per preparare il terreno a una eventuale intesa sulla riforma.
Per ora non si è entrati nel ginepraio di quale modello, le mosse sono tutte politiche e speculari alle minacce di Pdl e Lega di andare al voto in tempi brevi. Mosse tese anche a creare le condizioni per un’eventuale governo di transizione. E non solo, in un’ottica di alleanze per il voto. Pd e Udc sono in prima linea per la riforma, i finiani pronti al confronto, l’Api di Francesco Rutelli pure e anche l’Idv di Antonio Di Pietro.
Una serie di dichiarazioni che fanno dire a Pier Luigi Bersani che la possibilità di un’intesa “prende concretezza”. Il dato nuovo, si ragiona nel Pd, e’ che si sta formando in Parlamento un arco di forze pronte a ragionare su un tema “che noi abbiamo sollevato da mesi” e che ora, “con nostra soddisfazione sta prendendo concretezza”. “Noi siamo pronti” fa sapere il segretario del Pd. La proposta con cui i democratici si presentano “per discutere nelle sedi proprie” è quella approvata dall’ultima assemblea nazionale del partito: uninominale con doppio turno e una quota proporzionale. Ovviamente non c’è rigidità proprio perché l’obiettivo è quello di “aggregare il più possibile”.
Anche l’Udc è in prima linea per la riforma della legge elettorale. Pier Ferdinando Casini indica le “due questioni” principali per cui la legge elettorale va cambiata: la prima è “che cinque persone designino mille parlamentari” e la seconda è “che chi ha nelle urne il 30% prenda il 51 % dei seggi”.
Il leader dell’Udc si rivolge a tutti quelli che vogliono la riforma sia quelli che sono all’opposizione, sia nella maggioranza: “Mi auguro che ci sia una convergenza ampia, non solo dell’opposizione ma anche del Pdl e della Lega e chi parla di ribaltoni parla di cavolate perche’ non c’entrano niente i ribaltoni con la necessita’ di rifare una legge elettorale piu’ seria e piu’ trasparente che dia lo scettro ai cittadini”.
Nella maggioranza l’interesse di Fli è esplicito. “Se qualcuno pensa di portare il Paese al voto allora si dovrà discutere di cambiare la legge elettorale, che non fa parte del vincolo di coalizione”, dice il finiano Italo Bocchino. “Se Berlusconi stacca la spina e dice ‘al voto’, e Napolitano deve esperire il tentativo di verificare se in Parlamento c’e’ una maggioranza, e se ci fosse una maggioranza alternativa per la legge elettorale -sottolinea Bocchino- si puo’ discutere con le forze disposte a farlo”.