Manovra, approvazione entro domenica. Berlusconi: “Coesi nell’interesse comune”

Accordo bipartisan: pochi emendamenti e ok rapido.
News Nazionali

Bruxelles, 12 lug. (Adnkronos/Ign) – Accordo bipartisan su un pacchetto di pochi emendamenti condivisi. E’ la strada che si intende percorrere al Senato per velocizzare il più possibile l’iter, con il via libera entro giovedì, come chiesto da maggioranza e opposizione. L’intesa sarebbe stata raggiunta in seguito a dei contatti informali tra governo, maggioranza e Pd, Udc, Terzo polo. L’accordo dovrebbe essere formalizzato nel corso di una riunione tra ilministro dell’Economia Giulio Tremonti (tornato in anticipo a Roma dall’Ecofin "per chiudere il bilancio dell’Italia") e le opposizioni che si dovrebbe tenere al Senato, annunciato dal presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, nel corso di una conferenza stampa.

Pd, Idv e Udc annunciano che presenteranno un pacchetto con pochissimi emendamenti entro il termine fissato per le 18 di oggi. Ma, aggiungono, dopo il via libera definitivo il governo dovrà andare via. "Berlusconi costa troppo all’Italia", afferma Anna Finocchiaro. I punti fondamentali su cui intervenire sono: equità, regole e crescita.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, al termine della riunione dei capigruppo annuncia che la manovra sarà licenziata da palazzo Madama entro giovedì e nella stessa giornata approderà alla Camera. Schifani esprime quindi ‘pieno apprezzamento" verso l’opposizione e maggioranza "perché stanno dimostrando, in questo momento di difficoltà per il paese, un grande senso di responsabilità".

"Vivo apprezzamento" anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la decisione "assunta all’unanimità" al Senato. Il presidente della Camera Gianfranco Fini intanto ha convocato la conferenza dei capigruppo per domani.

Il Pdl propone di approvare la manovra ‘entro il fine settimana’ e ‘dà la propria disponibilità a compiere ogni sforzo per raggiungere questo obiettivo" , dichiara il segretario Angelino Alfano. Tutti d’accordo infatti sul fatto che si debba dare un segnale ai mercati prima dell’apertura di lunedì. Secondo il premier Silvio Berlusconi, che dopo giorni di silenzio in una nota si rivolge a maggioranza e opposizione, ‘dobbiamo essere uniti e coesi nell’interesse comune’ per far fronte alle fibrillazioni finanziarie, "consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri. Questa deve essere oggi la nostra risorsa fondamentale", avverte il presidente del Consiglio.

‘Per noi, per l’Italia, è un momento certo non facile", aggiunge il premier e la crisi "ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Occorre eliminare ogni dubbio sulla efficacia e sulla credibilità della correzione – insiste -, ma occorre anche operare per rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita della nostra economia’.

‘Abbiamo l’Europa al nostro fianco e possiamo contare su innegabili punti di forza. Il governo è stabile e forte, la maggioranza è coesa e determinata’, dice ancora il premier.

Questo pomeriggio alle 17 si riuniscono i gruppi dell’opposizione per discutere dei tempi dell’iter della manovra. L’Italia dei Valori, da parte sua, "non farà alcuna opposizione preconcetta", dice Antonio Di Pietro, ma "proporrà pochissimi emendamenti costruttivi, insieme alle altre opposizioni, per una manovra più equa". In primis la riduzione dei costi della politica. (il principale emendamento che presenteranno riguarderà l’abbattimento dei "privilegi e gli sprechi della casta"). Nessun ostruzionismo, quindi, ma la manovra "vedrà il nostro voto contrario – spiega Di Pietro – perché siamo convinti che sia offensiva nei confronti dei cittadini più deboli e per il sistema delle imprese".

A parte la richiesta di "tempi rapidi", anche i leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti chiedono a Schifani di accelerare l’iter parlamentare della manovra sopratutto sulla riduzione dei costi della politica. Quanto alle modifiche Angeletti avverte: "Se non ci fosse nessuna correzione della manovra potremo tornare in piazza".

Il Terzo polo, da parte sua, si dice "preoccupato" per una situazione definita "drammatica" e chiede che il Senato licenzi la manovra "domani, in modo che la Camera possa fare altrettanto entro la fine di questa settimana". "L’opposizione deve dare e darà prova responsabilità", sottolinea Giorgio La Malfa, storico leader repubblicano, attualmente deputato del Terzo polo. "Ora bisognerà vedere – precisa all’Adnkronos – se le misure contenute’ nella ‘correzione dei conti pubblici’ ‘siano sufficienti o meno. In ogni caso, lo diranno i fatti’.

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