Palermo risponde all’oltraggio. Decine di pizzini antimafia sull’albero di Falcone

Il giudice ucciso dal tritolo di Cosa nostra il 23 maggio del 1992
News Nazionali

Palermo, 26 apr. (Adnkronos/Ign) – Palermo risponde all'appello lanciato da Maria Falcone, la sorella del magistrato ucciso dal tritolo di Cosa nostra il 23 maggio del 1992. E a distanza di un giorno dallo sfregio al simbolo della lotta alla mafia la città risponde a chi sabato pomeriggio, in pieno giorno e in pieno centro, ha offeso la memoria di un intero Paese. Dopo il furto di disegni e messaggi dalla grande magnolia di via Notarbartolo, decine di 'pizzini antimafia' oggi sono stati nuovamente affissi dai palermitani.

''Potranno togliere i disegni e le foto dall'albero Falcone – ha detto Maria Falcone – cento volte, ma possono stare tranquilli che le rimetteremo mille volte. E a farlo saranno soprattutto i ragazzi''. E infatti questa mattina docenti e studenti delle scuole di Palermo, insieme al prefetto, Giancarlo Trevisone, hanno dato vita ad un 'pellegrinaggio' in via Notarbartolo per mettere sull'albero i disegni preparati in occasione del 18esimo anniversario della strage.

Sull’albero anche un messaggio del presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, raccogliendo l’appello a “ricostituire prontamente il depredato patrimonio di memoria dell'albero'', ha affidato al Prefetto di Palermo l'incarico di porre sulla pianta un suo “rinnovato messaggio” di omaggio a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino “servitori dello Stato eccezionali per lealtà e professionalità, grandi magistrati, coraggiosi e sapienti combattenti per la causa della legalità, in difesa della libertà e dei diritti dei cittadini'''.

''Nessuno potrà mai sottrarre a Palermo il patrimonio di intelligenza, coraggio e onestà che uomini come Giovanni Falcone ci hanno consegnato ed affidato'' ha detto il primo cittadino, Diego Cammarata, che ha voluto affiggere personalmente sull'albero una copia del manifesto 'Eroi per sempre', che ritrae fianco a fianco Falcone e Borsellino.

Sul fronte delle indagini, intanto, la Squadra mobile di Palermo sta lavorando su alcune testimonianze mentre sono state già acquisite le immagini delle telecamere di banche e negozi della zona. Una testimone ha raccontato di aver visto in zona un barbone aggirarsi davanti il palazzo sabato pomeriggio, ma le indagini della Polizia proseguono a 360 gradi.

''A prescindere dal titolo di reato (al momento si ipotizza quello di furto, ndr) – dice il questore di Palermo, Alessandro Marangoni – si tratta di un episodio molto grave. E' stato violato un simbolo importantissimo per Palermo e questa vicenda non deve essere assolutamente sottovalutata''.

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