Vienna, 25 feb. (Adnkronos/Ign) – Il prezzo del petrolio dei paesi membri dell’Opec è salito ieri a 111,01 dollari al barile, con un aumento record di 5,12 dollari in un solo giorno. Quello raggiunto ieri dal greggio dei produttori Opec è il livello più alto dall’agosto 2008, con un boom sostenuto dalle tensioni mediorientali acuite dalla crisi della Libia.
Per allentare le tensione sui prezzi l’Arabia Saudita ha fatto sapere di essere pronta a incrementare la propria produzione giornaliera.
L’effetto Libia si abbatte in maniera sempre più pesante sulla rete carburanti: con il terzo aumento in otto giorni, Eni conferma le tensioni sul mercato e i prezzi di avvicinano ai record dell’estate 2008, con la benzina a 1,54 e il gasolio a 1,43 euro/litro. Il market leader oggi, stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana e quotidianoenergia.it, ha ritoccato al rialzo i listini di 2 centesimi al litro su entrambi i prodotti, con una crescita di 4 centesimi in otto giorni, toccando livelli che l’ultima volta si erano registrati nel luglio del 2008, prima dello scoppio della crisi finanziaria internazionale.
Una mossa che – considerando le addizionali locali – porta le punte massime a superare i picchi di tre anni fa, con la verde che in Campania arriva a costare 1,596 euro/litro (mentre il minimo si registra in Veneto a 1,529 euro/litro). Per il gasolio il valore massimo alla pompa si tocca in Sicilia a 1,469 euro/litro. Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,789 euro/litro registrato nei punti vendita Eni e lo 0,799 euro/litro degli impianti Q8 (0,771 euro/litro le no-logo).
Ma l’ondata di ritocchi coinvolge anche Esso (+1 centesimo al litro su entrambi i prodotti a 1,517 euro/litro e 1,414 euro/litro), Q8 (+1 centesimo sul gasolio a 1,414 euro/litro) e TotalErg (+0,5 centesimi sulla verde a 1,525 euro/litro, +0,8 centesimi sul diesel a 1,414 euro/litro). All’origine di questa dinamica, l’incertezza sugli approvvigionamenti delle raffinerie che ha scatenato una raffica di aumenti dei prezzi dei prodotti raffinati in Mediterraneo: la benzina ha raggiunto i 975,50 dollari la tonnellata (+11,50), il diesel i 963,25 (poco meno di 20 dollari in più).
E nei prossimi giorni proseguirà la corsa dei prezzi dei carburanti, con aumenti fino a 2 centesimi al litro. E’ la previsione formulata da Figisc Confcommercio. ‘Le quotazioni del greggio Brent hanno superato i 110 dollari/barile, le ultime due chiusure delle sessioni del Platt’s hanno fatto registrare ancora aumenti nell’ordine di 0,010 euro/litro per la benzina e di 0,020 per il gasolio, in parte già assorbite sul prezzo finale: per gli immediati prossimi giorni ci si può attendere un ulteriore incremento tra 1,5 eurocent/litro per il gasolio e 2,0 per la benzina’, dichiara il presidente nazionale di Figisc Confcommercio, Luca Squeri.
In questo contesto, Coldiretti avverte: in un paese come l’Italia dove l’86 per cento dei trasporti commerciali avviene su strada l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti con il rischio concreto di una ripresa dell’inflazione.