Roma, 27 feb. (Adnkronos/Ign) – Il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl di riforma del diritto di sciopero nel settore dei trasporti.
Una decisione "di buon senso, quella di coniugare il diritto allo sciopero con la necessità di garantire ai cittadini diritti fondamentali" ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, al termine del Cdm. "Si tratta di garantire il diritto costituzionale allo sciopero che fa parte della storia moderna garantendo nello stesso tempo ai cittadini i servizi essenziali per poter svolgere una vita normale", ha aggiunto il ministro.
A illustrare nel dettaglio la riforma è stato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Il governo "non poteva stare a guardare", rimarca, vista anche la "situazione abnorme" descritta ieri dal presidente della Commissione di Garanzia sugli scioperi, Antonio Martone. E sottolinea che con la riforma approvata le sanzioni per le violazioni alla legge sul diritto di sciopero "saranno finalmente effettive".
Tra le norme, potranno proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti sindacati che hanno complessivamente almeno il 50% della rappresentanza. In alternativa, le organizzazioni che hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum preventivo, che deve registrare un consenso di almeno il 30% dei lavoratori.
Quanto allo sciopero virtuale "sarà regolato dalla contrattazione – puntualizza Sacconi – perché potrà essere effettuato in varie modalità, con o senza la trattenuta dal salario''. La protesta virtuale "per esempio si potrà fare con una fascia al braccio". In ogni caso, ribadisce, ''saranno le parti a disciplinarlo''.
Arrivano poi sanzioni amministrative per chi decide forme di protesta che causano il blocco di strade, autostrade e aeroporti. E' prevista infatti una norma contro ''i comportamenti sleali nell'autotrasporto su gomma e in caso di forme di lotta di altre categorie che bloccano strade, autostrade e aeroporti''. Novità anche per le modalità di revoca degli scioperi già proclamati: sarà necessario ''un congruo anticipo'', spiega il ministro, in modo da risolvere il ''problema delle organizzazioni minori che hanno puntato al danno dell'effetto annuncio''. La revoca all'ultimo minuto "sarà possibile solo se c'è un accordo definitivo''.
Infine il rapporto con i sindacati. ''Mi sembra ci sia la disponibilità a continuare il dialogo'' ha detto Sacconi. In particolare con la Cgil. Il ministro si rivolge al sindacato di Corso d'Italia: "Sono fiducioso", anche perché "alla luce del testo varato oggi è evidente che una grande organizzazione sindacale come la Cgil possa decidere da sola la proclamazione di uno sciopero''. Dunque continua il confronto fra governo e parti sociali. ''Lo strumento del ddl delega servirà non solo per mettere a punto altri dettagli, ma anche come ulteriore strumento di coinvolgimento delle parti sociali'', che saranno sentite anche durante la discussione in Parlamento, sottolinea Sacconi, rispedendo al mittente critiche che ritiene "fuori luogo", perché "non c'è alcun autoritarismo".
Il ddl potrà comunque ''essere migliorato" durante l'iter parlamentare. A evidenziarlo è stato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. "Tutti i ministri hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto e per le consultazioni fatte da Sacconi", ha spiegato Matteoli che ha presieduto il Cdm, vista l'assenza del premier Silvio Berlusconi.
''Sono rassicurato dal disegno di legge delega appena approvato dal Consiglio dei ministri: è molto largo e rinvia alla contrattazione'' ha commentato a caldo il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. ''Mi pare – ha aggiunto – una formulazione abbastanza equilibrata e va incontro a ciò che la Cisl ha richiesto: circoscrivere l'intervento solo al settore dei trasporti''. ''I cittadini – ha detto ancora Bonanni – vogliono esercitare il diritto alla mobilità e per questo faccio appello alla Cgil e alla Uil affinché tengano in conto questa esigenza. Serve equilibrio e un sindacato che sia all'altezza della delicata situazione''.
