Scontri in Grecia, banca data alle fiamme dai manifestanti ad Atene: tre morti

Incidenti anche a Salonicco
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Atene, 5 mag. (Adnkronos/Ign) – E' sfociata nella violenza la rabbia esplosa in Grecia contro il piano di austerità annunciato dal governo. Tre dipendenti di una banca sono rimasti uccisi nell'incendio di una filiale dell'istituto di credito Marfin provocato da una molotov lanciata da alcuni manifestanti ad Atene. I vigili del fuoco hanno trovato all'interno dell'edificio dato alle fiamme i corpi di due uomini e di una donna.

Il premier greco George Papandreou ha denunciato con forza "l'omicidio" dei tre dipendenti promettendo che i responsabili verranno portati davanti alla giustizia. "Una manifestazione è una cosa, l'omicidio è un'altra", ha dichiarato in Parlamento. "E' ora di difendere il Paese e la democrazia", ha aggiunto avvertendo che "nessuno deve giocare con il futuro del Paese".

"Tutti hanno il diritto di protestare ma non di esercitare la violenza né di uccidere. Tre famiglie – ha concluso – vivono oggi un dramma senza motivo". Gli fa eco il presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso, che commenta: ''Protestare è un diritto dei cittadini, ma non si giustifica il ricorso alla violenza".

I dimostranti hanno attaccato e dato alle fiamme anche altri edifici, compreso quello del municipio di Atene, che si trova nel centro della capitale greca. I violenti disordini e scontri con la polizia greca sono avvenuti mentre l'intero Paese è paralizzato dallo sciopero generale indetto dai sindacati contro il piano di tagli e di austerity varato dal governo greco per rendere possibile l'accordo con Fmi e Ue per il pacchetto di salvataggio.

Dopo che si è conclusa la manifestazione indetta dai sindacati ad Atene, migliaia di dimostranti hanno iniziato a lanciare sassi contro la polizia, dando fuoco ad auto, chioschi e cassonetti della spazzatura. Gli incidenti più gravi si sono registrati di fronte al Parlamento, dove la polizia ha risposto con lancio di lacrimogeni al tentativo dei manifestanti di avvicinarsi all'edificio. Giovani con il volto coperto hanno lanciato bottiglie incendiarie contro le vetrine della vie centrali di Atene.

Violenze sono scoppiate oggi anche a Salonicco . Trentamila persone, tra loro molti giovani con il volto coperto, sono scese in strada nella città settentrionale, dove decine di negozi, ristoranti e caffé sono stati distrutti nei disordini.

Lo sciopero generale contro le misure anticrisi era iniziato già ieri nel settore pubblico, dove il blocco è di 48 ore, mentre oggi si sono uniti i lavoratori del settore privato, paralizzando il trasporto urbano delle principali città e costringendo alla chiusura dello spazio aereo greco per l'intera giornata, a causa dello sciopero dalla mezzanotte di ieri dei controllori di volo.

Intanto, dalla Germania la cancelliera tedesca Angela Merkel rispondendo a chi l'ha accusata di aver troppo tergiversato nel dire sì agli aiuti, facendo aumentare il danno, ha spiegato: "Non sarebbe stato possibile prendere una decisione senza sufficienti dettagli concreti dei piani di risparmio greci". Se adesso il governo accetta di dare aiuti ad Atene, ha aggiunto la cancelliera, è perché le condizioni sono state soddisfatte con gli impegni lacrime e sangue del governo ellenico.

E gli scontri ad Atene si fanno sentire anche sui mercati finanziari. E' la Grecia a pagare la perdita percentuale più consistente, insieme al Portogallo e alla Spagna. L'agenzia di rating Moody's ha minacciato oggi un nuovo declassamento di Lisbona. Lo ha annunciato la stessa agenzia, avvertendo che il declassamento potrebbe essere di uno o anche due livelli. L'outlook per il debito portoghese rimane negativo, una decisione definitiva sul rating sarà presa entro i prossimi 3 mesi. Lo scorso 27 aprile un'altra agenzia di rating, la Standard Poor's, aveva declassato il Portogallo facendolo scendere da A+ a A-.

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