Se la protesta studentesca va in scooter: ‘motorinata’ tricolore in centro a Roma

Un centinaio di scooter, ciascuno con guidatore e passeggero che sventolava la bandiera italiana, ha percorso in lungo e largo la città per dire 'no' alla riforma Gelmini.
News Nazionali

Roma, 19 dic – (Ign) – ‘Motorinata tricolore’ a Roma contro i tagli alla scuola e all’Università: dal Circo Massimo a San Pietro, dalla Nomentana a via dei Fori Imperiali, un centinaio di scooter, ciascuno con guidatore e passeggero che sventolava la bandiera italiana, ha percorso in lungo e largo la città per dire ‘no’ alla riforma Gelmini. A organizzare la singolare manifestazione il Blocco studentesco, insieme ai coordinamenti degli studenti di Roma nord, Eur e IV Municipio.

I circa duecento ragazzi, provenienti dalle scuole di Roma Nord, Montesacro e dell’Eur, si sono ritrovati questa mattina intorno alle 9.30 a piazza Esedra. Poi, sventolando il Tricolore, hanno fatto rotta sul ministero dell’Economia . In via XX Settembre gli studenti hanno srotolato uno striscione e scadito slogan contro il ddl. Poi, riprese bandiere e fumogeni tricolori, sono risaliti in sella e sono ripartiti alla volta del Senato, dove si è ripetuta la stessa scena.

I ragazzi hanno quindi proseguito verso Trastevere per raggiungere il ministero dell’Istruzione: slogan, fumogeni e striscioni, poi il ‘motocorteo’ si è sciolto.

‘Centinaia di motorini in corteo hanno sfilato questa mattina per le strade di Roma per difendere l’istruzione pubblica da tagli e privatizzazioni – si legge in una nota del movimento studentesco di CasaPound Italia – La ‘motorinata’ promossa dal Blocco Studentesco è partita da piazza della Repubblica per raggiungere prima il ministero dell’Economia in via XX settembre, poi il Senato e infine il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere’.

“Si è trattato di un’originale forma di protesta assolutamente pacifica e divertente – spiega Guelfo Bartalucci, responsabile romano del Blocco Studentesco-. Abbiamo raggiunto i luoghi che più rappresentano il difficile momento che sta vivendo l’istruzione pubblica, realizzando delle brevi assemblee in cui abbiamo ribadito il nostro no alla riforma Gelmini e ai tagli realizzati dal governo”.

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