News nazionali, Politica di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 27 Ottobre 2016 9:59

Sul trasferimento del Regina Maria Adelaide la maggioranza va avanti

Aosta - Bocciate due risoluzioni presentate dalla minoranza. Non prendono parte al voto i consiglieri unionisti Claudio Restano e Leonardo La Torre che criticano la scelta sul metodo e nel merito.

Istituto Regina Maria Adelaide di Aosta

Il Liceo Regina Maria Adelaide durante le vacanze di Natale traslocherà in via Chavanne. L’ultima speranza dei 1475 cittadini che nei mesi scorsi avevano presentato una petizione si è spenta ieri sera con la bocciatura in Consiglio regionale di due risoluzioni della minoranza che chiedevano rispettivamente di salvare la scuola, ristrutturandola, e in seconda battuta di procrastinare il trasferimento al mese di luglio. Il voto della maggioranza non è stato però compatto. I consiglieri unionisti Claudio Restano e Leonardo La Torre non hanno preso parte alla votazione contestando il metodo “non siamo stati capaci di spiegare ai cittadini la scelta” ma anche il merito “via Torino rappresenta un punto strategico di cerniera tra un'area più urbanizzata e una meno urbanizzata”, inoltre “nulla si sa sulla futura destinazione dell'edificio che ospita il Maria Adelaide”.

“Docenti, famiglie e studenti temono che vi sarà un impoverimento dell'offerta e chiedono se veramente sul piatto della bilancia siano stati messi i costi e i benefici di questa operazione” ha detto in aula Patrizia Morelli di Alpe. “Si tratta di una scuola che ha una ragione di essere lì, in quella sede” ha aggiunto Morelli ricordando la contrarietà del gruppo per la scuola polmone di regione Tzamberlet.  “Chi patirà per questo spostamento saranno anche e soprattutto i commercianti della zona: quando si assumono delle decisioni politiche così importanti un po' più di considerazione bisognava averla nei loro confronti” ha detto Roberto Cognetta. 

A ribadire la bontà della scelta è stato invece il capogruppo del Pd Jean-Pierre Guichardaz. “Un edificio più sicuro e moderno è da preferire ad uno ormai incoerente con le esigenze didattiche e persino non del tutto sicuro; la politica deve ascoltare i genitori, ma anche i progettisti, i tecnici, in modo da giungere ad una decisione ponderata”. Sulla stessa linea l’intervento dell’Assessore regionale alle Opere pubbliche, Mauro Baccega che dopo aver ripercorso la genesi della scelta ha 

concluso “il percorso individuato va nella direzione di dare agli studenti, agli insegnanti e al personale che vi lavora una scuola sicura. Siamo fortemente convinti di questa scelta perché sulla sicurezza dei ragazzi non si può scherzare”.

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