‘Tortellino connection’ alla Camera, Pd e Pdl in difesa della pasta fatta in casa

La sfoglia a mano era conosciuta forse già dagli etruschi nel IV sec. a.C.
News Nazionali

Roma, 10 dic. – (Adnkronos) – Una 'tortellino connection' a Montecitorio. Protagonisti 26 deputati di maggioranza e opposizione uniti nel nobile (e gustoso) obiettivo di difendere la sfoglia emiliano-romagnola fatta in casa, ingrediente base per tortellini, lasagne e tagliatelle, dall'assalto della produzione industriale. Tre, infatti, le proposte di legge presentate alla Camera, due da parlamentari del Pd ed una da deputati del Pdl, tutti di chiare origini emiliano-romagnole e tutti decisi a combattere, con le armi della democrazia parlamentare, per salvaguardare una delle più antiche tradizioni cultural-gastronomiche del nostro Paese.

"Succulenta, di buon gusto e salubre", è la definizione che Pellegrino Artusi, forse il più celebre gastronomo italiano, regala alla cucina emiliano-romagnola, che deve la sua fama soprattutto a tortelli, lasagne, tagliatelle e ravioli. La sfoglia, dicono in un coro bipartisan i parlamentari che hanno sottoscritto le tre proposte di legge, può dirsi elemento principe di quel patrimonio culturale che ha reso la regione del Carducci simbolo nazionale e internazionale della pasta.

L'intento è chiaro: tutelare e promuovere la più antica tradizione emiliano-romagnola dell'arte (perché tale è considerata) di preparare la sfoglia fatta in casa e a mano, "per evitare che la standardizzazione di un prodotto come la pasta, così legato alla sua terra, possa sottrarre gusto al cibo e dignità a un alimento che è arte, tradizione e forte biglietto da visita turistico per la regione nel mondo".

La sfoglia impastata a mano è una specialità antichissima. Conosciuta forse già dagli etruschi nel quarto secolo avanti Cristo. I romani mangiavano 'laganum', parola che in alcuni dialetti del Mezzogiorno identifica la pasta. Il 'torteleto', antenato dell'odierno tortellino, fa la sua comparsa nel 300. La paternità venne attribuita a un fantomatico oste di Castelfranco Emilia, che realizzando il gustoso impasto di acqua, farina e uova avrebbe voluto rendere omaggio all'ombelico di Venere. La sfoglia raggiunge il picco di creatività culinaria nel sedicesimo secolo per merito di Messisburgo, direttore di mensa alla Corte d'Este. Dopo di lui altri maestri dell'arte culinaria si sono prodigati in consigli e ricette sulla lavorazione della sfoglia.

Difendere un pezzo importante della storia gastronomica del Paese, dunque, ma non solo. Le tre proposte di legge si prefiggono un secondo, identico, obiettivo: rendere il dovuto merito alle 'sfogline', le massaie emiliane che nei secoli hanno tramandato di generazione in generazione il segreto della sfoglia perfetta.

L'idea è quella di istituire la figura professionale della sfoglina (ma ce ne sono anche tra gli uomini), "sempre sottovalutata – dicono i promotori delle iniziative di legge – perché ritenuta di carattere domestico e quindi data per scontata come molte professioni ed abilità ritenute di competenza femminile".

Ci sono anche ragioni economiche dietro la volontà di tutelare tortellini e lasagne doc: salvaguardare i protagonisti della cucina emiliano-romagnola tradizionale significa arricchire (con gusto) l'offerta turistica. Da qui la proposta di istituire un 'distretto di ristorazione', inteso come una 'rete sistemica' di cucine locali, veri laboratori d'arte gastronomica: osterie, trattorie, ristoranti.

Non può mancare poi una fiera annuale dei prodotti a base di sfoglia fatta a mano, da tenersi, ovviamente, a Bologna radunando ristoratori provenienti da ogni parte del mondo, pronti a sfidarsi a colpi di acqua, sale e farina. Infine, dicono i paladini della lasagna fatta in casa, è necessaria una forte campagna di sensibilizzazione e pubblicizzazione dei prodotti artigianali a base di sfoglia fresca.

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