Gerusalemme, 15 lug. (Adnkronos/Aki) – La polizia e i servizi di intelligence israeliani hanno arrestato un gruppo di otto cittadini arabo-israliani di Nazareth, con l'accusa di gestire un traffico illecito di armi, di pianificare attentati contro militari e civili di fede ebraica e cristiana e di aver addirittura discusso dell'ipotesi di un attentato contro papa Benedetto XVI. Lo scrive il sito del quotidiano Yedioth Ahronoth, spiegando che le manette sono scattate circa un mese fa, ma ne è stata data notizia solo oggi, con la formulazione dell'atto di accusa ufficiale.
Secondo il documento, gli otto, tra cui c'è anche un minore, si ispiravano al modello di jihad predicato dal leader di al-Qaeda, Osama Bin Laden, "visitavano siti web di fondamentalisti islamici in cui si parla di jihad, armi e terrorismo" e "discutevano di jihad esaminando le varie possibilità di metterlo in atto".
Le indagini a loro carico hanno preso il via in seguito all'omicidio dell'autista israeliano di taxi Yafim Weinstein, avvenuto a novembre 2009.
Tra i piani del gruppo sventati grazie all'arresto ci sarebbe quello per uccidere un cittadino di fede ebraica e un altro architettato ai danni di un militare.
Due di loro avrebbero anche discusso della possibilità di uccidere papa Benedetto XVI in occasione della sua visita a Nazareth dello scorso anno. Tra i loro progetti, anche quello di recarsi in Cecenia per condurre il jihad contro la Russia e di dare alle fiamme una chiesa della loro città.
Gli avvocati degli otto respingono tutte le accuse e in particolare quella secondo la quale i loro clienti avrebbero creato una rete terroristica destinata a commettere reati su base ideologica.