Politica di Domenico Albiero |

Ultima modifica: 26 Gennaio 2012 0:00

A novembre il referendum sul pirogassificatore. E Valle Virtuosa presenta il suo logo

Aosta - Cadrà tra il 1°novembre e il 15 dicembre 2012 il referendum sul pirogassificatore di Brissogne. Il comitato Valle Virtuosa, presenta il nuovo logo, che accompagnerà la battaglia contro la scelta dell'amministrazione regionale.

Jeanne Cheillon e Paolo Meneghini

"Il nostro logo è composto da due V, che disegnano delle montagne verdi, come vorremmo che fossero le nostre". Jeanne Cheillon, del comitato referendario Valle Virtuosa, presenta così il nuovo simbolo che accompagnerà la battaglia contro la costruzione del pirogassificatore di Brissogne. "Vorremmo che i cittadini si identificassero nella nostra lotta – continua Cheillon – per questo abbiamo preparato dei gadjet con il nuovo logo, come ad esempio delle buste di tela riutilizzabili per fare la spesa“. L’idea servirà anche a raccogliere i fondi per sostenere la lunga campagna, che durerà fino al novembre 2012: mese, assieme alla prima quindicina di dicembre, nel quale deve essere calendarizzato il referendum. "Inoltre – aggiunge Cheillon – daremo il via al tesseramento alla nostra associazione e continueremo, ovviamente, agli incontri su tutto il territorio valdostano per sensibilizzare i cittadini“.

La consultazione molto probabilmente ci sarà e sono state 7 mila le firme a sostegno riconosciute valide. L’unica altra alternativa è che il Consiglio regionale, che è vincolato ad esprimersi in materia al massimo nei prossimi quattro mesi, non decida di recepire la legge popolare (undici mila firme raccolte) che vieterebbe la costruzione di impianti di smaltimento a caldo in Valle d’Aosta. Quest’ultima ipotesi sembrerebbe remota: "la Giunta regionale – ricorda Paolo Meneghini – non ha accettato la nostra richiesta di sospendere la gara d’appalto e il confronto pubblico che era stato promesso, tra l’opzione del pirogassificatore e quella dello smaltimento a freddo, è stato di fatto insabbiato".

Altro intoppo, anche questo poco probabile, potrebbe venire dai due ricorsi al referendum da parte di una associazione dei consumatori e di una serie di aziende operante nel settore dei rifiuti: "noi andremo avanti lo stesso – commenta Meneghini – e ci spiace che alcuni politici con importanti incarichi abbiano dato interpretazioni favorevoli all’iniziativa". "L’impressione – conclude Meneghini – è che siano preoccupati e hanno ragione: perché hanno poche argomentazioni".

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