“Adotta un’aiuola”, ad Aosta i cittadini potranno prendersi cura delle aree verdi comunali

Da oggi ad Aosta si potrà letteralmente 'adottare' il verde pubblico. I cittadini, sia singoli che concentrati in associazioni potranno prendersi cura delle aree verdi comunali presenti sul territorio.
L'assessore alla Decoro Urbano Andrea Edoardo Paron
Politica, Società

Da oggi, ad Aosta, si potrà letteralmente ‘adottare’ il verde pubblico. I cittadini del Capoluogo, sia singoli che concentrati in associazioni o comitati, così come le istituzioni scolastiche, le imprese, o addirittura i condomini, potranno prendersi cura delle aree verdi comunali. Diverse le possibilità di intervento: dalla pulizia delle aree, all’annaffiatura, allo sfalcio periodico ma anche alla manutenzione ordinaria e l’eventuale posa di nuovi arredi, il recupero degli spazi verdi degradati o in stato di abbandono o addirittura la possibilità di creare degli ‘orti didattici’ in collaborazione con le scuole cittadine.

L’iniziativa, già presentata dal gruppo Alpe durante la scorsa consiliatura, vede quindi finalmente la luce, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale odierno. Un esempio di virtuoso di ‘cittadinanza attiva’, secondo l’assessore al Verde Urbano Andrea Edoardo Paron, che esprime tutta la sua soddisfazione: “C’è voluto tempo dal 2013 ad oggi per arrivare a questa approvazione, ma il risultato politico e amministrativo è importante. Auspichiamo che le associazioni ed i cittadini colgano questa opportunità, mentre vorremmo applicare in futuro queste modalità di partecipazione anche in altri ambiti”.

Soddisfatta anche la minoranza, con qualche distinguo. Da un lato la ‘mole normativa’ del regolamento rischia di scoraggiare i cittadina, come sottolinea Alpe: “Avremmo preferito un regolamento che consentisse un avvicinamento dei cittadini – ha spiegato Loris Sartore – perché così è forse un po’ respingente”. Patrizia Pradelli (M5S) alza l’asticella: “L’auspicio – afferma la consigliera pentastellata – è che venga presa in considerazione la proposta avvenuta in Commissione di coinvolgere anche gli immigrati e le cooperative che li ospitano affinché ci sia la possibilità per loro di ‘restituire’ l’ospitalità che stiamo loro offrendo, e la possibilità di sgravi fiscali per i cittadini che parteciperanno a questa iniziativa”. A stretto giro risponde Andrea Manfrin, Lega Nord, favorevole alla delibera ma che tiene a fare un distinguo sui migranti: “Va bene ma ad alcune condizioni: ovvero che non si tolga lavoro alle imprese e ai lavoratori valdostani, e che la ‘prestazione d’opera’ non abbia alcun costo per il Comune. Solo così potrebbe esserci una vera restituzione alla cittadinanza per risorse investite”.
“Voglio credere che questa sia la direzione che possiamo prendere per altre mozioni – ha spiegato invece Carola Carpinello, Altra VdA – perché l’aspetto del volontariato attivo, fa sì che la cittadinanza si riprenda i suoi spazi e ne sia responsabile, e sono convinta che darà i suoi frutti”. Favorevole anche Étienne Andrione, UVP: “Allo stato attuale non è una misura facilmente applicabile, saranno necessarie alcune modifiche future, ma è un passo verso una buona direzione. Sono rare le occasioni di fare un plauso all’attuale amministrazione, e questa è lo è”.

La possibilità che questa ‘adozione’ possa essere un deterrente per aspiranti cittadini virtuosi è comunque dietro l’angolo. Gli oneri, infatti, saranno tutti in capo ai soggetti che decideranno di adottare un’area verde pubblica (mentre al Comune di Aosta spettano obblighi legati agli aspetti della sicurezza) dovendo assicurare i vari responsabili e chi nelle aree in questione ci lavorerà. Il Comune predisporrà un’assicurazione rimborsata in seguito, e rilasciata l’autorizzazione si riserverà verifiche periodiche sul lavoro svolto. 

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