Al via il progetto “Io mangio valdostano”. Rollandin: “Percorso difficile”

Secondo il presidente della Regione ”far passare il messaggio non sarà semplice, in quanto si dovrà mediare tra due aspetti molto delicati: rispettare la giusta redditività per i produttori e mantenere dei costi che non siano proibitivi per i cittadini"
Politica, Società

Circa 6 mila pasti giornalieri serviti nelle mense, nelle microcomunità e a domicilio, più di 8 mila bambini e mille anziani coinvolti e 80 classi scolastiche interessate ai laboratori didattici.

Sono questi i numeri del progetto “Io mangio valdostano – traditions à manger”, abbracciato da circa l’80% degli enti locali valdostani, che dopo l’approvazione dello scorso luglio e la predisposizione dei documenti amministrativi, a settembre è entrato nella sua fase più importante, con la scelta dei menù, la definizione dell’elenco dei produttori coinvolti e la successiva attivazione dell’iniziativa.

Se l’obiettivo dichiarato è di arrivare a utilizzare il 70% di prodotti valdostani (carni, prodotti lattiero-caseari, pane, miele, ortaggi, succhi, confetture di frutta e vino) sulle tavole dei destinatari del progetto, il prossimo passo sarà la messa in atto dei laboratori didattici che prenderanno il via presso le scuole che ne faranno richiesta, nel mese di dicembre, per terminare a maggio 2012.

Sempre che la proposta, definita dal presidente del Celva Elso Gerandin, durante la presentazione ufficiale di oggi, “un’opportunità di promuovere un approccio alimentare sano ed equilibrato, valorizzare la cultura e i sapori di tradizione, sostenere i produttori e gli operatori economici direttamente sul territorio”, sia portata avanti anche nel lungo periodo, quando il comprensibile entusiasmo iniziale sarà inevitabilmente scemato.

“E’ un’iniziativa “strana” – ha commentato il presidente della Regione, Augusto Rollandin – e c’è qualcosa che stride: immaginare che dopo 50 anni i nostri bambini non conoscano i prodotti locali è tristissimo, anzi, direi che rappresenta un po’ un fallimento. Senza dubbio può avere degli effetti positivi, ma il percorso sarà complesso, in quanto dovrà mediare tra due aspetti molto delicati: rispettare la giusta redditività per i produttori e, al contempo, mantenere dei costi che, in questo periodo di crisi, non siano proibitivi per i cittadini. In questo senso, l’azione di comunicazione del progetto sarà molto importante e il suo successo dipenderà dalla perseveranza di tutti i soggetti coinvolti”.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte