Aosta, approvato il Rendiconto 2015. La minoranza all’attacco: “Nessuna programmazione”

È ancora scontro in Consiglio sul Rendiconto 2015. Sul banco degli imputati i 14 milioni di avanzo che per la minoranza denotano incapacità di investire per il futuro. Marzi: “Maggioranza responsabile, tagliate le spese del sistema".
Il Consiglio comunale di Aosta
Politica

È ancora scontro in Consiglio comunale ad Aosta sul Rendiconto 2015 – approvato dall’aula con 19 voti favorevoli e 9 contrari – già analizzato in IV Commissione la settimana scorsa. Distanze politiche tra maggioranza e minoranza sempre più siderali, ma soprattutto una distanza di vedute inconciliabile.

È Carola Carpinello de L’Altra Vda e relatrice di minoranza per i lavori della Commissione, ad aprire il fuoco incrociato partendo soprattutto dai 14 milioni 71mila euro di avanzo di amministrazione: “Un Comune non è una famiglia né un’impresa, ed un Comune che non spende le risorse di cui dispone non sta facendo il suo lavoro. Il bilancio è uno specchio della città, la riorganizzazione della macchina amministrativa ha sì toccato qualche spreco ma taglia una fetta alla volta i servizi ai cittadini, portandoli inesorabilmente verso il basso”.
Tocca, naturalmente, all’assessore alle Finanze Carlo Marzi la difesa ‘d’ufficio’ del suo operato, prima delle stoccate dai banchi dell’opposizione: “Il 2015 – ha spiegato – è stato il primo anno senza nessuna nuova tassa inventata, e la scelta politica fatta durante il previsionale fu quella di non intervenire sulla leva fiscale, ci ha già pensato qualcuno e noi abbiamo sempre dovuto recepire i diktat dall’alto. La nuova giunta sapeva che qualcosa sul bilancio andava fatto, visti i minori trasferimenti regionali, e abbiamo preferito riportarlo in sede di equilibri attingendo all’avanzo e arrivando a coprire lo squilibrio di ottobre. Ci siamo assunti delle responsabilità, soprattutto perché purtroppo non rispettiamo il Patto di Stabilità, ma abbiamo preferito pagare fornitori del Comune”.

Visioni diametralmente opposte, si diceva. Il ‘buono’ che vede Marzi è, per l’opposizione, marca di immobilismo, mancata programmazione: “Siete stati obbligati a non aumentare le tasse, ma avete trovato altre leve – attacca Nicoletta Spelgatti, Lega Nord – come gli aumenti delle tariffe Cosap, dei parcheggi, e delle rette di qualsiasi tipo. Non siete neanche bravi a spendere, avete sforato il Patto di stabilità per il 2015 e quanto pagheremo negli anni per questo? Non avete meriti ma solo colpe gigantesche, stiamo affondando alla velocità della luce”. Particolarmente ficcante anche Étienne Andrione del Gruppo misto di minoranza: “Siamo molto colpiti dai complimenti che Marzi fa a se stesso ma con la giunta Giordano vi siete pagati le elezioni, non avete sanato i conti buggerando il cittadino elettore. Tutto fa pensare che quest’anno le cose andranno peggio, abbiamo Renzi che ricatta la Regione che ricatta il Comune, poi ognuno dice che la colpa è dell’altro, ma siete sempre gli stessi. Smettete di darvi la colpa a distanza, prendetevela”.
Tranchant anche Luca Lotto, capogruppo 5stelle: “Per governare serve una visione organica di tutti i settori, qui manca un’ideologia, si campa alla giornata, si tira avanti, non c’è un progetto. Le norme vi obbligano a fare ciò che avete fatto, non c’è alcuna azione innovativa. Il ‘Rendiconto’ ha una valenza politica, lo dice il nome stesso”. Sponda per Loris Sartore, Alpe: “La dimostrazione di voler cambiare marcia non c’è mai stato, i cittadini sono oppressi da una situazione economica sempre più difficile, non si dà loro fiducia né ascolto, non li si coinvolge nelle scelte, come sulle tariffe delle zone blu, mostrando che si può fare qualcosa tutti assieme”.

Marzi si scalda, le casse comunali sono sempre argomento spinoso: “Un concetto è la colpa e l’altro è la responsabilità. Il compito della minoranza è sì far critica, ma non utilizzando i numeri in maniera ‘fantastica’, questo Comune non ha mai fatto ‘finanza creativa’ o ‘derivata’. L’avanzo non ha relazione con le palesi difficoltà che hanno portato al ‘parto’ del bilancio previsionale. Stiamo lavorando per il riaccertamento dei residui e solo con i passivi oggi al voto posso arrivare a farlo”.  Una mano arriva anche dal Sindaco Fulvio Centoz, appena prima del voto: "Il dato politico è il recupero dello squilibrio di bilancio e c’erano due scelte: prelevare i soldi dall’avanzo rischiando di peggiorare il Patto di Stabilità o aumentare le tasse, cosa che nel 2015 si poteva fare. La scelta politica forte invece è stata quella di non incidere sui tributi dei cittadini, ed è ovvio che la contropartita sia stata il non rispetto del Patto”

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