Sbarca in Consiglio comunale ad Aosta la polemica dovuta alle dimissioni del consigliere UV Luca Zuccolotto dal Consiglio di Amministrazione del J.B. Festaz presentate a fine agosto causa incompatibilità tra le cariche.
A chiedere conto al Sindaco è stata un’interrogazione firmata dal gruppo consiliare della Lega Nord: “Il consigiere Zuccolotto – ha spiegato la capogruppo Nicoletta Spelgatti – è stato semplicemente vittima di una situazione, questa interrogazione infatti è indirizzata al Sindaco e al Segretario Generale. Zuccolotto non era tenuto a sapere che c’era un’incompatibilità tra la figura del consigliere comunale e del membro del cda del J.B.Festaz. Il comportamento opinabile c’è stato da parte di chi non ha fatto i necessari controlli, e tra le poche cose fatte dal Sindaco e dal Segretario l’unica nomina fatta è risultata incompatibile. Come può un Sindaco, ma sopratutto un Segretario che fa i controlli sulle normative, fare un errore così?”
Ed il Sindaco risponde con uno sguardo al passato: “L’incompatibilità – ha spiegato Fulvio Centoz – deriverebbe da una norma statutaria dell’azienda, mai sollevata in passato né per la consigliera Dina Bruschi (nominata prima della norma, approvata comunque mentre era in carica) né per Carlo Ferina, membro del cda del J.B. Festaz per più di una legislatura mentre svolgeva l’attività di consigliere. La norma è sempre stata interpretata così, e pensavamo che l’incompatibilità si applicasse solamente ai membri dell’esecutivo comunale visto che in passato alcuni consiglieri erano stati nominati a questa carica. È stata l’azienda stessa a sollevare la questione dell’incompatibilità, ed il consigliere Zuccolotto ha rassegnato le sue dimissioni”.
Non molto soddisfatta della risposta Spelgatti: “Se lo Statuto modificato non prevedeva questa possibilità l’amministrazione non può trincerarsi dietro al fatto che la questione non fosse mai stata sollevata in passato”.
Problema però decisamente più complesso e che esula dalla questione meramente statutaria dal momento che pertiene al famoso decreto ‘Salva Italia’ entrato in vigore nel maggio 2013, e che disciplina proprio “l’incompatibilità tra incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati nonché tra gli stessi incarichi e le attività professionali” esplicitando che: “Gli incarichi amministrativi di vertice e gli incarichi dirigenziali, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, che comportano poteri di vigilanza o controllo sulle attività svolte dagli enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione che conferisce l’incarico, sono incompatibili con l’assunzione e il mantenimento, nel corso dell’incarico, di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione o ente pubblico che conferisce l’incarico”. Incarichi comunque previsti a livelli di legge ma tassativamente preclusi alle città che superano i 15mila abitanti.

