Aosta si prepara a contrastare il gioco d’azzardo patologico

Questa mattina in III Commissione si è cercato di capire come il Capoluogo possa agire, recependo la Legge regionale 15 giugno 2015 per il contrasto al gioco d'azzardo, per combattere questo fenomeno. Atteso per martedì prossimo un regolamento in materia.
La III Commissione consiliare di Aosta
Politica

Un problema gravissimo, un fenomeno in costante crescita, una patologia sempre più difficile da arginare anche a causa di internet e del cosiddetto ‘deep web’, una vera e propria piaga sociale ed economica.

Il gioco d’azzardo è questo e molto altro ancora, ed il Comune di Aosta è intenzionato a correre ai ripari.
Questa mattina infatti, durante i lavori della III Commissione consiliare ‘Servizi alla persona’, si è cercato di capire come l’amministrazione del Capoluogo possa agire – recependo la Legge regionale 15 giugno 2015 che disciplina il contrasto al gioco d’azzardo, la prevenzione ed il trattamento della dipendenza patologica che crea – per combattere questo fenomeno devastante.

Fenomeno che si racchiude in numeri sconvolgenti con l’Italia che, manco a dirlo, ne possiede tristissimo primato. Paese di Santi, poeti, navigatori e giocatori d’azzardo: “L’anno scorso – ha spiegato Bruno Trentin, Presidente dell’Associazione ‘Mi ripiglio SOS gioco d’azzardo ed ex giocatore – sono stati giocati complessivamente 87,8 miliardi, uguali a circa 70 milioni di giornate lavorative. L’azzardo legale ‘made in Italy’, che però ha sede legale a Malta, sposta 20 miliardi di euro dall’economia reale, con la cancellazione di 115mila posti di lavoro, 90mila nel commercio e 25mila nell’industria, dai dati della Consulta Nazionale Antiusura”, segnalano poi come “In Italia 400mila bambini dai 7 ai 9 anni giocano d’azzardo, dati dell’Associazione Nazionale Pediatri, mentre dai 10 ai 15 anni sono 800mila. Dati ufficiali e gravissimi ai quali nessuno crede”.

Anche i dati del Ser.D, il Servizio per le Dipendenze, sono allarmanti: “I dati valdostani sono in linea con il resto del Paese – ha spiegato invece Vincenzo Lamartora, psichiatra presso la struttura gestita dall’USL – e l’anno scorso abbiamo censito, a fine dicembre 2015, 59 accessi al Ser.D di utenti entrati in un percorso di accoglienza. I costi si aggirano attorno ai 100mila euro annui per ogni giocatore”.

“Inutile investire milioni nel sociale – ha spiegato la consigliera regionale PD Carmela Fontana, che questa legge l’ha fortemente voluta – se poi non si guardano questi problemi, se non c’è il sentore di queste malattie. La cosa sta diventando più grandi di noi, ho lottato per questa legge perché se abbiamo una società malata non andiamo da nessuna parte”.
“Dovremmo cercare di attivare campagne pubblicitarie sui dati sensibili spiegando quanti soldi si sono persi – ha affermato l’assessore comunale alle Politiche Sociali Marco Sorbara –, sulla definizione precisa degli spazi di gioco d’azzardo e, se possibile, creare una ‘tassa sul sociale’ per i gestori che di fatto lucrano ma creano una serie di costi sociali altissimi”.

La palla ora passa al Comune di Aosta, con la III Commissione che si esprimerà martedì prossimo per definire alcune linee guida da mettere in campo per contrastare il gioco d’azzardo patologico: “Ci sono comuni in Italia che hanno vietato gioco d’azzardo – prosegue Trentin – come Orbassano che ha stilato un regolamento e dato 60 giorni di tempo ai locali per adattarsi alla regola e togliere le macchinette. In Europa Vienna ha tolto sul suo territorio tutte le slot, le ha vietate per legge, dicendo che la salute pubblica è responsabilità del Comune, vincendo tutti i ricorsi possibili, con una previsione di 2 miliardi di euro di risparmi”.

“Avere un Comune ‘drug-free’ sarebbe stupendo – spiega ancora Lamartora – non focalizzandosi solo sul gioco d’azzardo, che è solo una delle tante tappe delle dipendenze. Sarebbe un’idea veramente ambiziosa, da far partire ripristinando le ore di ‘Educazione civica’ nelle scuole, adattandola al mondo contemporaneo”.

Anche se qualche polemica, di natura amministrativa, non è mancata: “Durante la scorsa legislatura, quando si è votato per la sala giochi di via Chambéry si è persa una grossa occasione – puntualizza il Presidente della III Commissione Vincenzo Caminiti, UV – e votò contro solamente il sottoscritto. Il Comune dovrebbe far sì che un regolamento porti a diminuire drasticamente questo problema, perché la situazione è davvero gravissima”.

Più politico invece l’intervento di Luca Lotto, M5S: “Dovremmo creare una Regione intera senza gioco d’azzardo e capisco sia difficile, visto che il partito di maggioranza ha fatto del Casinò, e del gioco d’azzardo, la fonte di gran parte dei suoi introiti per decenni. Questa legge è un inizio ma ha tempi elefantiaci: dare otto anni di tempo ai gestori delle sale giochi e cinque ai bar per mettersi in regola sono troppi”. 

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