Approvato il Rendiconto 2013, in Consiglio ‘scoppia’ la polemica

Il Rendiconto, già approvato in IV Commissione, passa anche in Consiglio Comunale. Da 'fotografia della situazione' il consuntivo diventa però l'escamotage per fare le pulci al Comune e sulle sue scelte passate e future.
Il Consiglio Comunale
Politica

Passa anche in Consiglio Comunale – con 19 voti favorevoli e 9 contrari – il Rendiconto 2013 approvato già in IV Commissione, anche se al dibattito sul documento tout court si è sostituita una polemica sulle scelte politiche di questa amministrazione.

Da ‘fotografia della situazione’ il consuntivo diventa infatti l’escamotage per fare le pulci al Comune, e ad aprire il dibattito è la consigliera Iris Morandi di Alpe: “Ci sono fattori che limitano al di là del Patto di Stabilità, e vuol dire che al di là di riconosciute capacità a livello amministrativo ci sono incapacità gestionali. Il Patto sicuramente condiziona e condizionerà ma ci sono scelte non fatte o fatte male, e forse non sono sempre state ineccepibili dal punto di vista amministrativo. Sotto questa ‘fotografia’ infatti c’è anche altro, scelte non felicissime che hanno portato a situazioni di stallo che hanno impedito di realizzare ciò che c’era in programma”.

L’alzo zero arriva sempre dai banchi di Alpe, e l’affondo dal capogruppo Carlo Curtaz, che annuncia il voto contrario del suo movimento: “La sfida da raccogliere è quella delle politiche che anticipino i provvedimenti nazionali e regionali. Bisogna volare alto e cercare di mantenere servizi d’eccellenza con meno risorse, ed è ormai inevitabile. Dobbiamo rendere ancora possibile che un Sindaco ed un Giunta riescano a governare una città”. Insomma, come ribadisce ancora Morandi: “Dobbiamo fare lo sforzo di inventarsi, anche perché quello che abbiamo avuto fino adesso non basta più. È cambiato il mondo e sono cambiate le esigenze e Aosta è indietro come ricettività e come raggiungibilità”.

La difesa dell’azione comunale arriva direttamente dal Sindaco Bruno Giordano, che alza gli scudi e protegge le scelte fatte e si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa: “Sono convinto che questa amministrazione vedrà sia la cantierizzazione delle piazze che la videosorveglianza. Sono certo che molte cose si dovevano e si potevano fare prima e meglio, ma è stato fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità. Questa amministrazione ha compresso la spesa mantenendo i servizi, ma qui si dà per scontato che il Comune di Aosta ha applicato la Tasi allo 0,1%, mentre i comuni che devono coprire un buco di bilancio l’hanno portata all’8×1000”.

Ma non solo, perché i sassolini da togliersi sono diversi, dalle famose ‘Grandi opere’ ai disagi del teleriscaldamento: “La battaglia sul Patto di Stabilità – spiega Giordano – non può essere soltanto del Sindaco, ma dobbiamo lavorare per cambiare le condizioni generali perché chiunque arrivi qui dopo di noi trovi i conti in ordine e le condizioni per poter investire. La questione ‘Grandi opere’ è problema sterile a livello di bilancio, mentre il teleriscaldamento è un intervento che vede l’investimento pubblico pari a zero. C’è stata poi una battaglia sulla riforma degli Enti locali, iniziata a scrivere nel 2011 e ancora ferma nel 2014. Io rivendico invece la capacità di programmazione di questa amministrazione, di questa maggioranza, e la velocità con la quale si è riusciti a dare corsa e gamba a questo Comune”.

Difesa spassionata con la presa d’atto però che qualcosa in più poteva essere fatto, con tutte le attenuanti del caso: “Amministrare in corsa è come prendere un treno in corsa – conclude per metafora il Sindaco – e l’importante è non rimanere sul marciapiede. Noi non creiamo debito, semplicemente usiamo le risorse che possediamo. Invito tutti a credere che i risultati ottenuti sono frutto di un preventivo che ha richiesto un impegno senza precedenti, perché questa situazione non ha precedenti nella storia della Repubblica. Una parte di me è molto delusa per non essere stato capace a fare accelerare la macchina amministrativa, ma mi sono reso conto che farla andare fuori giri è pericoloso”.
 

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