L’amministrazione batte un colpo, la popolazione risponde. Risponde perché in ballo c’è il futuro dei bambini dell’asilo nido ‘Farfavola’ in via di dismissione ma chi si aspettava un incontro ‘infuocato’ tra l’assessore comunale alle Politiche Sociali Marco Sorbara e i genitori dei bambini si è dovuto ricredere, come anche chi si aspettava una partecipazione più ampia – e di solidarietà – da parte di altre famiglie con bimbi in altri asili.
Niente di tutto questo, l’incontro è stato assai più pacato del previsto, con le famiglie ad ascoltare attentamente le parole dell’assessore: “Questo è un incontro per fare chiarezza – ha spiegato Sorbara – e per far capire il perché di certe scelte. La decisione di chiudere ‘Farfavola’ non è calata dal cielo ma frutto di un percorso partito due anni fa. Con la gara d’appalto dell’anno scorso abbiamo diminuito i posti a ‘Farfavola’ da 30 a 24, con la possibilità di aggiungere i 6 in meno, ed il rinnovo per un anno. Gli iscritti lì sono 12, in una struttura non di proprietà comunale e per la quale paghiamo l’affitto, cosa non più sostenibile”.
Sorbara poi snocciola i numeri: “Ad Aosta ci sono oggi 156 posti su 4 asili, 18 sono ancora disponibili. Non riusciremmo a coprirli tutti nemmeno se i 12 di ‘Farfavola’, sempre che le iscrizioni fossero confermate, venissero spostati nelle altre tre strutture, che sono di proprietà comunale. La realtà è che i cittadini non iscrivono più i bambini al nido e che richiedono asili più flessibili, una via di mezzo tra l’asilo ‘statico e la Garderie, che però non dà i pasti”.
La proteste dei genitori sono anzitutto ‘ambientali’: “Penso che mio figlio – spiega una di loro – deve vivere un altro trasferimento, e un altro ancora quando passerà alla scuola dell’infanzia. Sono tre spostamenti nell’arco di pochi mesi”. Ma c’è anche chi contesta la comunicazione dell’amministrazione: “Ho reso noto io agli educatori di ‘Farfavola’ – racconta un altro genitore – del contenuto della lettera del Comune che annunciava la chiusura del servizio, una cosa non corretta. Il personale era completamente all’oscuro della questione”.
L’amministrazione corre ai ripari, e rispedisce al mittente: “Il Comune è il fornitore del servizio – è intervenuta Annamaria Tambini, Dirigente comunale dell’Area Politiche Sociali – e l’informazione è pervenuta correttamente da chi gestisce, ovvero da noi”.
C’è ancora spazio per un tentativo di mediazione tra le due parti quando interviene la coordinatrice dell’asilo nido di via Europa: “Noi, come gli altri asili (il ‘Berra’ e quello di Viale Roma, ndr.), siamo disponibili a fare visitare le nostre strutture e mostrare il funzionamento dei nostri servizi. In 20 anni di lavoro per il Comune ho vissuto tanti spostamenti negli asili, tutti andati a buon fine. Mi sento di rassicurare tutti i genitori sulla delicatezza dello spostamento di un bimbo da una realtà ad un’altra”.

