Assemblea dei sindaci: “Niente più slot in bar e tabacchini”

I sindaci valdostani hanno votato un parere favorevole su un disegno di legge regionale che mira a far smettere di giocare in tutte le attività che non siano unicamente sale slot.
Assemblea CPEL - Immagine d'archivio
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Divieto totale per le macchinette mangiasoldi nei bar, nei tabacchini, in pratica in tutte le attività commerciali che non siano soltanto sale slot: è questo il succo del disegno di legge, proposto in Consiglio Valle dai gruppi consiliari di Uv e Uvp, sul quale i sindaci valdostani hanno espresso questo pomeriggio un parere favorevole all’unanimità. Riguardo alle sale slot, la proposta prevede anche di conservare il limite di distanza di 500 metri dai luoghi sensibili – istituti scolastici e strutture culturali e sociali – ai quali i gestori dovranno adeguarsi entro il primo giugno 2019.

La legge 12 prevede inoltre di introdurre, per i giocatori cronicamente incapaci di smettere, la possibilità di chiedere da parte di parenti stretti l’inibizione dalle sale da gioco o anche l’autoinibizione, da parte degli stessi interessati. All’interno del parere favorevole, l’Assemblea dei sindaci ha chiesto di «disciplinare le modalità di accesso alle sale da gioco, definendo le procedure di controllo per evitare l’accesso dei minori».

«Più che concentrarsi sulle distanze, mantenendo la possibilità di installare macchinette da gioco, preferiamo porre l’accento su una cosa diversa – ha riassunto il presidente dell’assemblea Franco Manes – non consentendo di far giocare in luoghi altri da quelli esclusivamente dedicati a questo». L’assemblea si è infatti astenuta su un altro disegno di legge, considerato superato, che verteva solo sui limiti di distanza dai luoghi sensibili.

L’unica remora espressa in aula è arrivata a proposito della data entro la quale le sale slot dovranno adeguarsi rispetto alle distanze da tenere dalle scuole. La legge in vigore – la 14/2015 – dava infatti un termine per i gestori di queste attività fino al 2023, mentre ora si vorrebbe anticipare al primo giugno dell’anno prossimo, 2019: «Si era fatto in modo che il periodo previsto tenesse conto dell’attività economica che ha fatto investimenti – ha detto il sindaco di Saint-Christophe, Paolo Cheney – noi d’imperio andremmo drasticamente a diminuire questi tempi, che erano già stati decisi».

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