Assemblea Pd, Donzel: “Il nostro è un progetto che non lascia fuori nessuno”

Alle scuole di Gressan assemblea del Partito democratico-Sinistra Vda alla presenza di tutti gli alleati. Chantal Certan di Alpe: "Forse l'alleanza con l'Uvp poteva essere stretta prima".
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Il PD apre la sua assemblea alla costruzione e al dibattito, a questo PD-Sinistra Vda che si prepara ad essere un’alternativa all’attuale maggioranza di governo regionale.
Tutte le forze di area di sinistra sono confluite nella sala delle scuole di Gressan per dare il loro apporto, in una dichiarazione di intenti che apre la campagna elettorale del nuovo soggetto politico che si presenterà alle elezioni regionali del 26 maggio in coalizione con Alpe e Union Valdôtaine Progressiste.

Al vaglio anzitutto la situazione sociale della Valle d’Aosta: “Secondo le valutazioni di Rollandin – spiega il Presidente Fabio Protasoni nella sua introduzione – la Valle è messa meglio di altre regioni, mentre la realtà dice che il 15,5% dei giovani non studia e non lavora, il 7,5% dei valdostani è a rischio povertà e ben il 22% di essi non riesce a fare fronte a spese improvvise. La crisi è qui, e la Valle è in difficoltà. A noi il compito di costruire, di tessere, di cucire e di aggregare per essere la vera alternativa a questa crisi, economica e politica”.

Secco invece l’intervento del Segretario regionale PD Raimondo Donzel che non va per il sottile: “Rollandin dice che il reddito pro capite valdostano è il più alto d’Italia, ma questa è la famosa ‘media del pollo’. Abbiamo una regione coi forzieri pieni e comuni con le casse vuote, un numero di sfratti in crescita e i contributi alle famiglie in difficoltà, sotto la presidenza Rollandin, sono aumentati da 3 a 5 milioni di euro, mentre dall’altra parte cresce esponenzialmente la disoccupazione”.
Una situazione drammatica che necessita di una svolta che, secondo Donzel, arriva coinvolgendo tutti nel dialogo: “Questo non è un cartello elettorale improvvisato per fare numero – avvisa il Segretario PD – ma è l’esplicita volontà di non lasciare fuori nessuno dalla possibilità di contare. Tutto è iniziato col proficuo patto federativo col Partito socialista, con la vicinanza alle lotte dell’Italia dei Valori e con la condivisione con il mondo dell’associazionismo, con il Centro democratico e la Federazione della Sinistra: tutte persone che sono state assieme quando dovevano, nelle lotte per i lavoratori, e che hanno messo la faccia nella grandi battaglie contro il nucleare, a favore dell’acqua pubblica e per la legalità”.

Poi Donzel entra nel vivo, spiegando dove il PD-Sinistra VdA vuole davvero incidere: “Questo non è un partito né una lista ma un progetto che vuole durare cinque anni, con gente seria e convinta dei propri programmi concreti. L’Union Valdôtaine finge di governare e farsi opposizione contemporaneamente, ma questo governo è una pagliacciata, e noi dobbiamo smascherare questi signori che raccontano di difendere le aziende agricole e poi tolgono 400mila euro alla zootecnia, nel silenzio dell’Assessore Isabellon, e dobbiamo smascherarli attraverso 35 persone che credono nel cambiamento”.

Sulla stessa linea anche Francesco Lucat: “Puntiamo alla partecipazione democratica alle cose che riguardano tutti – spiega il Segretario regionale di Rifondazione Comunista – per non essere solo l’alternativa sul ‘cosa’ fare, ma anche sul ‘come’ farlo. Attraverso la buona politica, ridando speranza alla gente che ormai è totalmente sfiduciata, e mettendo al centro il lavoro e i diritti di chi lavora”.
Percorso non facile, viste le differenze, ma che sembra convincere tutte le forze politiche: “Questa è una strada in cui camminare assieme – conclude Lucat – e che apre al confronto sulle differenze. Io mi alleo sempre con chi difende il lavoro, fosse anche il diavolo”.

Chi non fa mancare il suo appoggio è Alpe, ormai protagonista col PD dell’alleanza democratica-autonomista-progressista da tempo: “Alpe non ha dubbi sul percorso comune intrapreso dal 2006 – spiega il Segretario Chantal Certan – un percorso che ‘semina’ per creare un vero cambiamento e che coinvolge il mondo dell’associazionismo, da sempre ignorato dall’UV. Il lavoro su contenuti e progetti va avanti anche con l’UVP, in un’alleanza che forse poteva essere stretta prima”.

In chiusura Certan elenca tre emergenze individuate da Alpe a livello regionale: “C’è un’emergenza culturale, una piaga che si sviluppa attraverso il mantra del populismo e si concretizza nell’abbandono scolastico in aumento e che ha un peso gravissimo ma che forse è uno degli obiettivi raggiunti davvero dall’attuale maggioranza di governo. C’è poi un’emergenza legalità, con appalti poco trasparenti e trattative private sulle grandi opere, e l’emergenza economica che crea mancanza di prospettive future”.
Dura, infine, la chiusura del segretario Alpe: “Il ricambio in Regione non si può rimandare, e la Valle non può permettersi altri cinque anni di governo Rollandin. Un’autonomia virtuosa è possibile e dobbiamo meritarcela, e lavoriamo uniti per la prossima Valle d’Aosta”.
 

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