Caminiti, quando l'”Aventino” lo fa la maggioranza

Ieri il documento politico per eccellenza di un governo, il bilancio previsionale del Comune di Aosta, non è stato votato dal consigliere UV in Consiglio: “Non volevo votare un atto che mi vincolasse". Attesa una verifica di maggioranza.
Il consigliere UV Vincenzo Caminiti
Politica

C’è una minoranza che esce dall’aula, che non vota il bilancio previsionale del Comune di Aosta in aperta antitesi con le scelte politiche dell’amministrazione, e c’è una maggioranza che, di fatto, in aula neanche ci entra.

È ‘lo strano caso’ di Vincenzo Caminiti, spesso in dissenso con il suo gruppo consiliare (ieri Stella Alpina, oggi l’Union Valdôtaine) che ieri, nella lunga giornata dedicata al bilancio, ha fatto un ‘Aventino’ tutto suo votando solamente un atto in ordine del giorno. Una mozione di minoranza, per la cronaca, che chiedeva di stanziare 30mila euro annui per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Il documento politico per eccellenza di un governo, il bilancio previsionale, non è stato votato. Maggioranza a 19 e non a 20, infatti, ma Caminiti di maggioranza si sente: “Non volevo votare un atto – ha spiegato – che mi vincolasse. Non ho fatto una scelta di minoranza, sono uscito perché non volevo fare polemiche. Io sono un consigliere di maggioranza e dell’Union, e tale rimango, perché sono con quella parte dell’UV che difende le persone ed il territorio”.

Ma c’è un futuro, per lui, in questa maggioranza? “Io non ho padrini – prosegue – e quando finirà quest’avventura voglio poter guardare in faccia le persone, perché la mia esperienza è a loro disposizione. Ho difeso spesso questa maggioranza e lo farò sempre quando farà e dirà le cose giuste, non quando fa qualcosa che secondo me è sbagliato”. Voci insistenti dicono che il governo comunale abbia velleità di fare la conta, di chiedere cioè una verifica di maggioranza: “Io non la chiederei mai – chiude Caminiti –, ed è vero che potrebbero anche allontanarmi, ma io la bocca non la chiudo”.

In contropiede il suo stesso partito, l’Union Valdôtaine, della quale non ha comunque tessera alcuna: “Non è ancora chiaro cosa stia succedendo – ha spiegato la Capogruppo UV Josette Borre – e non ci siamo ancora dati delle risposte, la questione è ancora troppo fresca. Certo, è un gesto che parla più di mille parole, ma starà a Vincenzo chiarire la sua posizione. Non credo che l’astensione sul bilancio fosse nei suoi progetti, penso sia da intendere più come una voce di protesta sulla quale fare luce”.

‘Problema’ anzitutto unionista, quindi, anche secondo il Capogruppo del Partito Democratico Antonino Malacrinò: “È una questione che compete all’Union, che farà le valutazioni che riterrà opportune. Da quello che so quello di Caminiti non è un atteggiamento nuovo, ma qualcosa che si ripropone, e non credo serva una verifica di maggioranza, anche perché i numeri li abbiamo e sono saldi per andare avanti serenamente”.

Stessa posizione per Luca Girasole, Capogruppo di Stella Alpina ed ex compagno di partito di Caminiti, col quale non manca mai qualche polemica consiliare ed un po’ di ‘fuoco amico’: “A livello politico dovrà decidere l’UV, che dopo le sue valutazioni ci renderà partecipi in maggioranza. Faranno le loro valutazioni politiche, ma restano anche i fatti: Vincenzo è stato tutto il giorno in Consiglio ma non ha votato niente, solamente una mozione di minoranza”. 

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