Case popolari, la protesta dell’Associazione Quartiere Cogne sul rincaro degli affitti

Era il dicembre 2016 quando l’allora Giunta, guidata da Augusto Rollandin, decise di rideterminare i canoni di affitto Erp sulla base della superficie e vetustà dell’alloggio, del valore di mercato, commisurato all’Ise del nucleo assegnatario.
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Affitti delle case popolari troppo cari? E’ quanto lamentano 150 cittadini, con in testa l’Associazione Quartiere Cogne Onlus, che chiedono, con una lettera inviata nei giorni scorsi, all’Assessore regionale Stefano Borrello e al Presidente dell’Arer, un incontro presso gli uffici del Difensore Civico.
Era il dicembre 2016 quando l’allora Giunta, guidata da Augusto Rollandin, decise di rideterminare i canoni di affitto Erp sulla base della superficie e vetustà dell’alloggio, del valore di mercato, commisurato all’Ise del nucleo assegnatario.

I nuovi canoni hanno iniziato ad essere applicati nel luglio 2017 e hanno visto aumenti minimi del 20% fino a 150%, per chi non ha prodotto la dichiarazione Ise.

Successivamente, nell’ottobre scorso, anche a seguito di alcune proteste, con una delibera l’Assessore Borrello chiese all’Arer di monitorare l’applicazione dei nuovi canoni di locazione “per verificarne l’equità al fine dell’introduzione di parametri di valutazione dello stato manutentivo degli immobili e dell’Indicatore Isee al posto dell’Ise”. Monitoraggio che, da quanto si apprende, è tuttora in corso.

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