C’è chi dice no: sempre più in salita il Lavevaz bis

Dopo il no di Renzo Testolin, sembra arrivato anche quello di Giulio Grosjacques. Nel frattempo ancora una volta la crisi della maggioranza resta fuori dal Consiglio regionale, fra le proteste della minoranza. Evolvendo si riserva l'ingresso in Giunta.
La giunta regionale
Politica

Dopo Renzo Testolin, sembra sia arrivato anche il “no” di Giulio Grosjacques a sedere in Giunta, anche se lo stesso interpellato spiega di non “essere ancora arrivati a discutere del punto”.
Rifiuto che, se confermato, avrebbe il sapore di sfiducia verso il presidente della Regione e collega di partito Erik Lavevaz, che dovrebbe così tentare l’impresa, quasi impossibile, di ricomporre la sua risicata maggioranza e l’azzoppata Giunta.

Se anche Roberto Barmasse dovesse decidere di rimanere alla guida dell’Assessorato alla Sanità, e della sofferta delega alle Politiche sociali, il semplice ingresso all’Assessorato all’Ambiente e Trasporti, lasciato libero 18 mesi fa da Chiara Minelli, potrebbe non essere accettato da Claudio Restano.
L’esponente di Evolvendo, unica associazione o movimento a non essere al momento rappresentata in Giunta, si troverebbe infatti nella condizione di farsi votare da solo in Consiglio regionale. Conscio dei mal di pancia e degli attriti oggi presenti fra i 18 di maggioranza, la sua nomina a Assessore sarebbe tutt’altro che scontata. Soprattutto perché il voto avviene nel segreto dell’urna, dove i franchi tiratori posso mirare senza ostacoli alla preda.
Annunciando una conferenza stampa per la giornata di domani, giovedì 17 novembre, per spiegare la propria posizione, Evolvendo spiega di riservarsi la decisione su un eventuale ingresso nella Giunta regionale. “In questa fase di confusione politica è necessario che il presidente Lavevaz e l’Union valdôtaine intervengano al più presto per fare chiarezza”.

L’altra soluzione in mano al Presidente potrebbe essere quella di portare al tavolo della maggioranza altri commensali, ma soltanto pochi giorni fa, il Comité Fédéral, prendendo atto del rifiuto di Testolin a sedere in Giunta, ha ribadito il perimetro a 18 della maggioranza. 

Nel frattempo, ancora una volta, la crisi resta fuori dall’aula del Consiglio regionale, fra le proteste della minoranza, che si è vista rifiutare il dibattito politico nella conferenza dei capigruppo e ha iscritto sulla questione una risoluzione.

“La risicata maggioranza ha ritenuto che questa discussione non fosse opportuna” evidenzia il capogruppo della Lega Vda Andrea Manfrin. “Presidente, a fronte di tutto quanto viene detto e riportato, delle mancate scelte, le sembra serio non dire nulla all’interno di quest’aula?”.
Parole ribadite dal collega Stefano Aggravi: “All’università Bocconi (Ateneo scelto per efficientare la macchina amministrativa) avete affidato anche un incarico per dirimere questa crisi? Ho pensato che fosse
l’Uv a tenere in ostaggio la compagine di maggioranza, ma poi ho visto che sono gli alleati a tenere in ostaggio l’Uv”. Poi l’invito alla Giunta a dimettersi.
Dobbiamo anche capire qual è il peso istituzionale con cui ci presentiamo a determinati tavoli istituzionali a Roma” la sollecitazioni di Marco Carrel di Pour l’Autonomie. ”
Critiche sono state rivolte al Presidente Alberto Bertin da parte dei Pierluigi Marquis di Forza Italia Vda perché “mette il bavaglio ai colleghi di minoranza”.
“Stiamo vivendo una situazione paradossale – ha poi proseguito – Oggi è importante, per mettere nelle condizioni l’opposizione di lavorare, fare chiarezza”. 

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