Congresso UV: necessario dare risposte concrete ai problemi

Oltre alla necessità di fornire risposte concrete alla crisi economica e al momento di recessione, la base del movimento chiede maggiore attenzione da parte dei vertici. Il richiamo arrivato da più parti: 'necessità di avvicinare i giovani'.
Congresso UV
Politica

 

 Il dibattito all’interno del Congresso dell’UV cominciato nel pomeriggio di sabato 22 novembre, ha visto alternarsi gli interventi dei rappresentanti delle diverse sezioni del movimento. Molteplici i temi avanzati dalla base del movimento e posti all’attenzione dei vertici. Oltre alla necessità di fornire risposte concrete alla crisi economica generalizzata e al momento di recessione in corso, la base del movimento ha voluto porre attenzione sull’importanza reale che il Congresso ricopre e sulle problematiche, già evidenziate nella mattinata dagli interventi dei vertici del movimento. In particolare le sezioni hanno auspicato una maggiore dignità e importanza del loro ruolo. Non sono mancati i riferimenti alle diverse correnti interne, considerate negativamente là dove entrano in conflitto tra loro. Tra gli interventi  la delegata Piera Diemoz ha invitato gli eletti dell’Uv “a non rimanere attaccati agli incarichi politici, dopo i tre mandati, ma a dedicarsi anche a ruoli senza indennità”. Rémy Herren, animateur della Jeunesse Valdotaine, ha posto l’attenzione sull’azione propositrice che il movimento deve avere su più fronti, e sul ruolo delle sezioni. “Abbiamo solo 3000 iscritti al movimento– ha evidenziato Herren – rispetto ai 30mila voti raccolti alle ultime elezioni regionali”. François Stevenin ha evidenziato la necessità di rilanciare “la politica internazionale del movimento per avere delle competenze politiche oggi non riconosciute” oltre all’importanza della formazione politica e linguistico-culturale che devono possedere i rappresentanti del movimento. Chi si aspettava dall’intervento di Luciano Caveri qualche polemica o che lo stesso si togliesse qualche sassolino dalla scarpa, è rimasto deluso. L’ex presidente della Regione non è infatti voluto tornare sul passato “Trovo normale – ha detto- che nella battaglia politica tra persone ci siano confronti e tensioni. Il passato è passato, quando il quadro è definito tale rimane”. Caveri ha così lanciato all’attenzione della platea alcune suggestioni e riflessioni sulla necessità della Valle d’Aosta e della sua classe politica di essere pronta ai cambiamenti in atto a livello nazionale e internazionale. Tra gli ultimi interventi quello dell’Assessore regionale Manuela Zublena che ha evidenziato la necessità di rivitalizzare e stimolare il dibattito sul territorio, ascoltando le istanze e suggestioni che arrivano dalla base. “Dobbiamo chiudere la porta al passato e voltare pagina”. Il richiamo che si è rincorso nei diversi interventi è stata tuttavia  la necessità di un maggiore coinvolgimento dei giovani. “Solo l’unità e la forza del movimento – ha detto Manuela Zublena – possono permettere la stabilità necessaria per dare indirizzi e risposte precise alle attese dei valdostani”.

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