Consiglio Valle approva rendiconto e variazione di bilancio da 29,4 milioni di euro

Voto contrario di Alpe e M5S, astenuto il consigliere Elso Gerandin. L'assestamento di bilancio rimette in circolo 29,4 milioni di euro di cui oltre 22 milioni di euro per la sanità e il sociale.
Consiglio regionale, aula
Politica

Con l’astensione del consigliere del gruppo misto Elso Gerandin e il voto contrario di Alpe e M5S, sono stati approvati ieri in tarda serata il rendiconto 2015 e la prima variazione al bilancio 2016-2018 della Regione.

L’assestamento di bilancio rimette in circolo 29,4 milioni di euro di cui oltre 22 milioni di euro per la sanità e il sociale. In particolare 12 milioni vanno al finanziamento dell’azienda Usl e 10 milioni per l’erogazione delle pensioni per invalidità civile; all’istruzione e cultura vengono assegnati 3,3 milioni nel triennio 2016-2018 per finanziare l’attuazione del modello valdostano della "Buona Scuola"; ai trasporti, compreso il trasporto disabili, per 1,5 milioni di euro; all’agricoltura con oltre 1,3 milioni di euro (di cui 560 mila euro per i contributi Area, 265 mila euro per il Centro essicazione siero di Saint-Marcel e 250 mila euro per il rifinanziamento dell’Institut Agricole Régional); per gli investimenti in ambito di viabilità e manutenzione strade viene stanziato 1 milione di euro; per gli interventi di edilizia scolastica e in ambito socio-assistenziale, il disegno di legge di variazione amplia l’autorizzazione all’utilizzo degli avanzi di amministrazione dei Comuni, accertati negli anni 2014 e 2015. La variazione dispone inoltre il riconoscimento di alcuni debiti pregressi, per circa 2 milioni di euro, in attuazione della nuova disciplina in materia di armonizzazione dei bilanci (decreto legislativo 118/2011).

Proprio su quest’ultimi si è soffermato il relatore del provvedimento Leonardo La Torre che non ha risparmiato critiche. "Di questi appare subito evidente che vi è una sperequazione tra le diverse gestioni degli Assessorati e dei servizi. Alcuni debiti restano all’interno di un accettabile sforamento, ma si evidenzia quello dell’Assessorato ai trasporti, che da solo crea più del 70% dell’intero debito, con oltre un milione e quattrocentomila euro, seguito dall’Assessorato alla sanità con circa 300 mila euro tra le varie strutture dirigenziali" ha spiegato La Torre. "Al fine di comprendere come ciò sia potuto accadere, la Commissione ha acquisito la documentazione: la sua analisi ha generato legittime perplessità, alla luce di una valutazione politica, sui metodi di lavoro per contenere il debito del servizio trasporti all’interno di una normale dinamica di spesa, o comunque nell’ambito della spesa autorizzata dal bilancio; come se in qualche modo l’Assessorato non avesse tenuto delle indicazioni precise del bilancio, agendo conseguentemente di volontà propria e con liberalità, giustificata o meno, nella gestione della spesa, che ha generato il debito pregresso che ora si chiede al Consiglio di avvalorare".

Altra questione sotto i riflettori dell’aula è stata la realizzazione di un deposito fiscale di carburanti e olii combustibili sul territorio regionale "al fine di avere l’intero gettito sull’accise dei carburanti che sono immessi sul territorio regionale – ha evidenziato l’Assessore regionale alle Finanze, Ego Perron – parliamo di 18 milioni di euro nel 2013 e di 17 milioni nel 2014. Interveniamo solo ora, dal 2011, perché questa materia si è resa evidente a seguito di un’interpretazione data dalla Corte costituzionale. Inoltre, la realizzazione del deposito fiscale consentirà di meglio fronteggiare eventi calamitosi che dovessero limitare la possibilità di comunicazione con le regioni limitrofe". 

Il deposito fiscale è stato anche l’oggetto di un ordine del giorno presentato dalla minoranza, respinto dalla maggioranza, che impegnava il Governo regionale a subordinare l’applicazione della previsione normativa e qualunque altra decisione alla presentazione al Consiglio Valle di una perizia tecnica e un business plan.

Gli altri ordini del giorno, tutti respinti, depositati dal gruppo Alpe e da Gerandin, avevano per tema: gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con la richiesta del riconoscimento del loro carattere sociale, la richiesta di una relazione sulle ipotesi vagliate per le nuove modalità di gestione del Casinò, il monitoraggio delle modalità e dei tempi di rientro del debito fuori bilancio e l’adozione di strumenti tariffari per l’applicazione del principio "chi inquina paga".

Critico nel complesso il giudizio sui provvedimenti da parte della minoranza. "Dobbiamo però constatare che, a fronte dell’ingresso in maggioranza dei 3 Consiglieri del PD-Sinistra VdA nel 2015, questo rendiconto non presenta sostanziali novità. Così come per la variazione di bilancio, l’allargamento ai 6 Consiglieri dell’Uvp non ha inciso significativamente" ha detto Albert Chatrian, capogruppo di Alpe. "L’ulteriore finanziamento per la sanità è un passaggio obbligato, di cui si era già evidenziata la necessità nei primi mesi dell’anno. È basilare il rapporto con lo Stato: non possiamo compartecipare per centinaia di milioni di euro, il nostro modello finanziario non regge più. Gli accordi fatti precedentemente con lo Stato continuano a penalizzare più pesantemente la nostra regione rispetto alle altre autonomie. Tocca anche a noi però innovare questo sistema, inserire novità che servano a migliorare. Serve un ente pubblico che sappia interpretare bene le esigenze: molta meno burocrazia, tempi certi e risposte chiare. Per poter migliorare il clima di fiducia generale, che oggi è molto basso, occorre iniettare a favore della comunità risorse rapidamente spendibili, capaci di generare effetti di macroeconomia positivi principalmente sull’occupazione". 

 

 

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