Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 7 Novembre 2018 13:02

Decreto sicurezza, Lanièce: “Ennesimo sgarbo alle Autonomie”

Aosta - “Spiace constatare come, anche col decreto sicurezza – spiega il senatore in una nota –, il Governo faccia fatica a riconoscere e valorizzare le competenze statutarie delle Regioni a statuto speciale”.

Albert Lanièce

Mentre a Roma il Governo Conte supera le “Forche caudine” della fiducia, approvando il Decreto sicurezza, la critica al provvedimento arriva dal senatore unionista – e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie – Albert Lanièce.

“Spiace constatare come, anche col decreto sicurezza – spiega Lanièce in una nota –, il Governo faccia fatica a riconoscere e valorizzare le competenze statutarie delle Regioni a statuto speciale”.

“La maggioranza – spiega ancora il parlamentare valdostano – non ha voluto accogliere la norma sulla salvaguardia, particolarmente importante nel campo della sicurezza, dove lo statuto d’autonomia valdostano attribuisce le funzioni prefettizie al Presidente della Regione“.

La sua bocciatura – si legge ancora nella nota –, motivata dal fatto che si tratterebbe di una “norma pleonastica”, è in realtà l’ennesimo sgarbo politico di questo Governo e di questa maggioranza alle Autonomie Speciali. Parliamo infatti di una prassi legislativa consolidata nel tempo, quella che da un lato riconosce dignità politica alle competenze degli Statuti di Autonomia e, dall’altro, contribuisce a chiarire, come è già successo, le nostre competenze rispetto a possibili contenziosi davanti la Corte Costituzionale.

Nel comunicato Lanièce sottolinea anche “la bocciatura del nostro emendamento per dare ai Corpi Forestali la possibilità di accesso alle banche dati delle forze di polizia nelle operazioni di identificazione delle persone fermate, che invece avrebbe favorito una maggiore efficacia nel controllo del territorio, specie nelle aree non urbane”.

“Il vero Federalismo è riconoscere e rispettare le competenze di tutte le Popolazioni anche quelle più piccole – conclude il senatore –, ma forse l’idea federalista, in questo Parlamento, è ridotta al lumino: è nostro dovere non lasciarla morire. È per tutte queste ragioni che ho espresso voto contrario alla fiducia posta dal Governo, in accordo con i componenti del Gruppo Per le Autonomie”.

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