Dopo l’aggressione ad un ristoratore la Lega Nord denuncia: “Aosta non è più una città sicura”

A dirlo è la Lega Nord Valle d’Aosta nell’esprimere solidarietà al proprietario del ristorante Himalaya di via Croce di Città ad Aosta, vittima nell’aprile scorso di una serie di minacce, da parte di alcuni giovani di origine marocchina.
Andrea Manfrin, Sergio Ferrero e Nicoletta Spelgatti
Politica

Aosta non è più la città tranquilla che viene dipinta. A dirlo è la Lega Nord Valle d’Aosta nell’esprimere solidarietà al proprietario del ristorante Himalaya di via Croce di Città ad Aosta, vittima nell’aprile scorso di una serie di minacce, da parte di alcuni giovani di origine marocchina.
Secondo quanto denunciato, all’uomo –  un 25enne di origini pakistane, da otto anni in Italia –  era stato intimato di “non dare da mangiare ai cristiani e non vendere vino e altri alcolici”. Avvertimento accompagnato da alcuni danneggiamenti al locale e più tardi, dopo che i Carabinieri chiamati dal titolare se ne erano andati, da nuove minacce.

“La situazione è particolarmente grave, bisogna fare qualcosa” dice il segretario della Lega Nord, Sergio Ferrero. “Sono fatti gravissimi, un campanello d’allarme proprio per il momento che stiamo vivendo in cui il terrorismo islamico sta minando la sicurezza dell’Europa” aggiunge Nicoletta Spelgatti.

Oltre a quanto accaduto al proprietario del ristorante Himalaya la Lega Nord porta, durante una conferenza stampa tenutasi questa mattina, altri esempi. “Cinque persone di origini arabe hanno circondato alla stazione di Aosta un giovane e con una bottiglia lo hanno minacciato per farsi consegnare del denaro” spiega Andrea Manfrin. Una ragazza, Linda Lazzaro, 20enne di Aosta, presente alla conferenza stampa, ha parlato di apprezzamenti insistenti subiti in più occasioni da parte di uomini origine araba. “Non hanno rispetto per le donne” sottolinea la ragazza.

Secondo la Lega Nord ci sono “poteri forti a livello governativo che vogliono che questi fatti non vengano a galla, questo al fine di dare una finta tranquillità alle nostre comunità ma noi dobbiamo invece agitarci”.

Il movimento invita, quindi, la comunità a stringersi intorno al proprietario del ristorante: “un ragazzo giovane che ha avuto il coraggio di denunciare e la Lega Nord sostiene e tutela le persone, di qualunque nazionalità e religione, che vogliono integrarsi”.

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