Fondi dei gruppi, regolari le “poche” spese del secondo semestre 2013

Su 90.720 euro di contributi erogati dal Consiglio, i Gruppi hanno speso 37.658,88 euro, con una percentuale del 41,51 per cento. La sezione di controllo della Corte dei Conti ribadisce nella relazione la necessità di intervenire sulla normativa.
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L’inchiesta della Procura di Aosta e le osservazioni arrivate in passato dalla sezione di controllo della Corte dei Conti, con le successive richieste di restituzione di una parte dei fondi ad alcuni gruppi, hanno lasciato il segno. Tanto è vero che nel secondo semestre 2013 i sei gruppi consiliari hanno speso poco e con la massima prudenza, ottenendo nelle scorse settimane dalla sezione di controllo della Corte dei Conti l’attestato di regolarità sui propri rendiconti.
Su 90.720 euro di contributi erogati dal Consiglio, i Gruppi hanno speso 37.658,88 euro, con una percentuale del 41,51 per cento. Due Gruppi –  il Partito Democratico-Sinistra Vda e Stella Alpina (rispettivamente 91 e 133 euro) –  hanno rendicontato solo spese bancarie, mentre il M5S ha sostenuto le maggiori spese in termini percentuali, impiegando l’84,84 per cento dei contributi ricevuti. In posizione intermedia si collocano i restanti Gruppi. 

Le spese più consistenti si riferiscono al personale e al versamento delle relative ritenute fiscali e previdenziali che raggiungono, complessivamente, l’82 per cento del totale rendicontato. A seguire le spese sostenute per la comunicazione (8%), per l’acquisto o il noleggio di dotazioni informatiche (3%) per attività promozionali e di rappresentanza (2%).
Le spese per il personale per il gruppo Alpe rappresentano l’85,9 per cento del totale delle spese, per l’Union Valdôtaine (59,9), il M5S (49,5 per cento) e l’Uvp (26 %). Le spese per il versamento delle ritenute fiscali e previdenziali per spese di personale sono state sostenute dal M5S, con un’incidenza del 16,5% sul totale rendicontato, dall’ Union Valdôtaine (39,9 %) e dal Gruppo Union Valdôtaine Progressiste (8,7%).
A rendicontare spese per la comunicazione e le attività promozionali e di rappresentanza è stato l’Uvp, per il quale rappresentano, rispettivamente, il 49,1% e il 7,6%. Infine solo il M5S e l’Uvp hanno effettuato spese per l’acquisto e il noleggio di dotazioni informatiche (15,6% per il M5S, 7,3% per Uvp).

Venendo alla regolarità dei singoli rendiconti, la sezione di controllo della Corte dei Conti ha fatto alcuni rilievi al gruppo Alpe (12.960 euro di entrate, 8.319 euro di uscite), al quale è stato chiesto di accompagnare il rendiconto con un’integrazione informativa per “dimostrare che il pagamento del terzo di una parte degli obblighi del datore di lavoratore nei confronti del lavoratore posto alle dipendenze del Gruppo è avvenuta a titolo gratuito, o in caso contrario, dalla contabilizzazione del relativo debito nel documento rettificativo”.
Al M5S (5134 euro di entrate e 4398 di uscite) viene contestata invece una spesa di 24 euro a favore di un gestore di telefonia mobile per i canoni di abbonamento ai servizi mobili relativi ai tablets assegnati ai consiglieri del Gruppo. In particolare la sezione rileva come manchi la documentazione giustificativa. Tutto regolare invece per gli altri gruppi.

Come già fatto in passato, la sezione di controllo della Corte dei Conti ribadisce nella relazione la necessità di mettere mano alla legge sui fondi dei gruppi consiliari sottolineando in particolare: “l’assenza di una regola espressa indicante che l’ultimo rendiconto di legislatura riguarda il periodo compreso tra l’inizio dell’anno e il giorno precedente a quello di insediamento del nuovo Consiglio regionale; l’incompletezza della disposizione che regola l’obbligo di autorizzare le spese; la previsione della facoltatività dell’adozione, da parte di ciascun Gruppo, di un disciplinare contenente le modalità per la gestione delle risorse e la tenuta della contabilità, adozione considerata invece obbligatoria dalle linee guida nazionali”. Lacune che hanno portato, spiega ancora la sezione, i gruppi a non spendere le somme erogate.

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