Ghiandaie, gli ambientalisti contro la Regione. “Abbattimenti nel periodo della nidificazione”

Wwf, Lav, Lac e Pro Natura hanno chiesto alla Regione di sospendere la delibera. "Da nove anni - scrivono le associazioni - si preferisce illudere i melicoltori con azioni del tutto inique, danneggiando oltretutto l’immagine della Regione".
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"La Valle d’Aosta oltre ad essere insufficiente in matematica, va male anche nella gestione delle politiche agricole". In un comunicato congiunto Wwf, Lav, Lac e Pro Natura tornano a puntare il dito contro la Regione e i piani di controllo numerico della ghiandaia.  In particolare questa volta viene messa sotto accusa la selta di anticipare, in via sperimentale, nella zona di Chatillon, gli abbattimenti al 1° marzo ovvero durante il periodo di nidificazione dei corvidi.

"È dal 2004   – si legge in una nota – che la Valle d’Aosta opera piani di controllo numerico alla specie ghiandaia e cornacchia, dal 15 giugno al 15 settembre (ovvero al di fuori della stagione venatoria) come azione di contrasto, a detta dell’Assessorato all’Agricoltura, “di ingenti danni alla melicoltura e ai vigneti […] di forte valenza turistico/ambientale”.

Piani di controllo che però secondo le quattro associazioni ambientaliste non hanno ad oggi prodotto risultati. "Nel 2004 sono state abbattuti 732 esemplari e il danno alla produzione è stato il più ingente, secondo solo a quello del 2007 quando gli abbattimenti sono aumentati e paradossalmente anche i danni. Se la matematica non è un’opinione è ovvio che non ci sia correlazione tra il numero di esemplari abbattuti e la riduzione dei danni ai meleti. "

Per questo spiegano Wwf, Lav, Lac e Pro Natura  la Regione avrebbe dovuto investire nella ricerca delle cause, nelle soluzioni alternative e nella pulizia dei fondi dismessi.  Le quattro associazioni hanno chiesto alla Regione di sospendere la delibera senza però ricevere risposta. "Wwf, Lav, Lac e Pro Natura – conclude la nota –  hanno l’analisi del fenomeno da un punto di vista scientifico e l’adozione di metodi consecutivi allo studio del problema. Non possiamo che prendere atto che al di là delle mura del feudo politico valdostano la voce “eco sostenibilità” non sia ancora giunta e che si preferisca adottare una politica agricola discutibile a danno degli agricoltori, ai quali si prospettano soluzioni del tutto empiriche, e dell’immagine dell’intera Regione."

 

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