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Ultima modifica: 13 Aprile 2019 10:48

Giovanni Toti tiene a battesimo il Front Valdôtain

Aosta - Il progetto lanciato questa sera, all’Hostellerie du Cheval Blanc, davanti ad una sala gremita, vuole collocarsi ”al centro dello scacchiere politico regionale, in un’area moderata di centrodestra, un’area laboriosa, credendo nella forza dei valori cattolici e liberali. Un fronte che non ha nessuna voglia di andare a frammentare ulteriormente il quadro politico valdostano, ma a cui interessa semplificare e chiarificare l’attuale contesto”.

Front ValdôtainFront Valdôtain

Se il nome non era sufficiente a chiarire la collocazione del Front Valdôtain, il nuovo movimento politico della Presidente del Consiglio regionale Emily Rini, è arrivato il video messaggio del Governatore ligure Giovanni Toti a fugare ogni dubbio.

“Questo nome meglio rappresenta lo spirito con il quale ha preso il via questo progetto, caratterizzato da un fronte comune. – ha spiegato la Presidente del Consiglio regionale Emily Rini – Nella storia ha avuto diversi usi, da destra a sinistra, a noi è piaciuto il senso vero della parola Front, non solo il senso fisico, un fronte unito di persone che si battono per qualcosa di più profondo: i nostri ideali.”

Front valdotain
front valdotain

Oltralpe qualcuno quel nome l’ha appena abbandonato, per un più conciliativo “rassemblement”. Ma qui il “rassemblement” è stato già annunciato nell’ottobre scorso dagli ex unionisti che stanno preparando il ritorno alla casa madre. Mouvement da cui la Presidente del Consiglio regionale è uscita nell’estate scorsa, durante le fasi della formazione del governo Spelgatti.

Il progetto lanciato questa sera, all’Hostellerie du Cheval Blanc, davanti ad una sala gremita, vuole collocarsi ”al centro dello scacchiere politico regionale, in un’area moderata di centrodestra, un’area laboriosa, credendo nella forza dei valori cattolici e liberali. Un fronte che non ha nessuna voglia di andare a frammentare ulteriormente il quadro politico valdostano, ma a cui interessa semplificare e chiarificare l’attuale contesto”.

Il simbolo del movimento racchiude delle montagne rosse e nere, dietro le quali sta sorgendo il sole. Tra gli slogan che lo accompagnano il riferimento ad “un’Italia Federale”.

“Siamo profondamente regionalisti. – prosegue Rini – La gente si è stufata di sentire parlare sempre di autonomia. Tweet, post, riunioni, sedute del consiglio regionale: una gara a chi è più autonomista degli altri. E’ banale definirsi meramente autonomisti oggi. Siamo autonomisti perché siamo valdostani, questo progetto vuole andare avanti e capire quale autonomia per la nostra regione. Un’autonomia declinata in un panorama di un’Italia federale. Federalismo non vuoi dire togliere qualcosa alla nostra regione, ma elevare le altre regioni a statuto ordinario ad un regime autonomista come il nostro. Solo così un’Italia unita può ripartire”.

Al momento il Front Valdôtain ha un comitato promotore di cui fanno parte l’imprenditore del settore turistico Davy Gerard, 26 anni di Cogne, già candidato alle scorse regionali con il Centro destra Valle d’Aosta, Margaretha Milliery, assessore comunale di Nus, l’editore Ennio Pedrini e assessore comunale di Pont-Saint-Martin, Moreno Rossin presidente dell’Associazione italiana sommelier e Marco Busanelli imprenditore di Courmayeur. L’organigramma definitivo arriverà entro l’estate, quando è in programma l’assemblea costitutiva del Front Valdôtain.

Nello stesso periodo il movimento è stato invitato dal governatore Toti ad un incontro. “Prima dell’estate dovremo incontrarci, tutti coloro che vogliono un centrodestra chiaro, netto nei principi, con alleanze chiare con gli amici della Lega, di Fratelli d’Italia, con tutti coloro che vorranno partecipare  – spiegato Toti – ci ritroveremo per discutere di quale offerta politica offrire ai nostri cittadini, con quale centrodestra possiamo ricandidarci alla guida delle nostre regioni e del paese, qual è la ricetta di un centrodestra moderno”. 

Nel manifesto d’intenti del nuovo movimento: la zona franca d’impresa, il sostegno a politiche attive in favore del popolo delle partite Iva, promuovere la riforma della legge elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale con la previsione dell’elezione diretta del Presidente della Regione, la questione morale, promuovere una seria politica in favore delle famiglie, in favore delle mamme e papà lavoratori, la riduzione delle tariffe autostradali e ancora l’analisi delle grandi opere con l’adattamento e l’eventuale revisione dei progetti.

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