Il 20 giugno entra in vigore la nuova legge elettorale. Che già traballa

La normativa che prevede preferenza unica, spoglio centralizzato, rappresentanza di genere al 35% e limite dei 3 mandati è già in discussione. Rete Civica presenterà oggi una proposta per "dare potere decisionale diretto agli elettori”, il Front Valdôtain vorrebbe l'elezione diretta del Presidente della Regione. E le elezioni potrebbero allontanarsi.
Elezioni - scrutinio - spoglio - voto
Politica

Quasi non farà in tempo ad entrare in vigore, il prossimo 20 giugno, che la nuova Legge elettorale  approvata dal Consiglio regionale lo scorso 19 febbraio – con 33 favorevoli ed un contrario – è già messa in discussione.

La nuova normativa introduce in Valle la preferenza unica, lo spoglio centralizzato in otto poli, la rappresentanza di genere fissata al 35% ed il limite dei tre mandati diventerà operativa in realtà 15 giorni dopo l’entrata effettiva in vigore.

Nuove elezioni, invocate da molti dopo la crisi politica che sta vivendo il Governo Fosson, che si farebbero quindi con la nuova legge, a meno che non arrivino le dimissioni di almeno 18 consiglieri – con il contestuale scioglimento del Consiglio Valle – e la firma del decreto di indizione delle elezioni prima della “dead line” del 20 giugno, quando la nuova normativa sarà in vigore.

Nuova legge che però vede già delle “crepe” nei suoi fondamenti. Questo pomeriggio Rete civica ha indetto una conferenza stampa dall’eloquente titolo “Ennesima crisi a Palazzo, andare tutti a casa o cambiare il sistema?” e nella quale presenterà una proposta di radicale modificazione del sistema” in modo da “dare un potere decisionale diretto agli elettori” ed avere così “maggioranze e Giunte che durano una intera legislatura”. In parole povere: l’elezione diretta della Giunta regionale.

Che la nuova legge favorisca la trasparenza del voto ma non sia automaticamente garanzia assoluta di stabilità politica è la sensazione che serpeggia anche all’interno del Front Valdôtain che in una nota dice infatti di guardare anch’esso “con favore alla proposta di elezione diretta del Presidente della Regione”, punto già evidenziato durante la presentazione del movimento, “unica e imprescindibile misura per garantire alla Valle d’Aosta la stabilità e la governabilità che merita” e che, quindi, “appoggerà ogni proposta di riforma che vada in questa direzione”.

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