Il Popolo della Libertà entra in maggioranza, ma senza poltrone. E l’opposizione chiede il voto

Sarà la seduta del Consiglio regionale convocato per il 6 e 7 aprile prossimi a sancire l’allargamento della maggioranza. Il 4 aprile i Capigruppo discuteranno l’assetto delle commissioni.
Il gruppo del PdL in Consiglio regionale
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Sarà la seduta del Consiglio regionale convocato per il 6 e 7 aprile prossimi a sancire ufficialmente l’ingresso nella maggioranza regionale del Popolo della Libertà. Ma sarà un allargamento senza rimpasto, perché al partito di centro destra non spetterà nessun assessorato. “Vogliamo contribuire al bene della Valle d’Aosta – va ripetendo da mesi come un mantra il coordinatore del PdL, Giorgio Bongiorno – migliorando il programma di governo per questa legislatura”. Il vertice di ieri pomeriggio fra Union Valdotaine, Fédération autonomiste, Stella Alpina con la ‘quarta gamba’ della maggioranza ha sancito il nuovo assetto senza però rivoluzionare le poltrone: né quelle della Giunta, né quelle delle presidenze delle commissioni. Anche Alberto Zucchi, dunque, dovrebbe rimanere alla guida della commissione Istituzioni e autonomia.

Ma proprio l’assetto degli organi interni dell’assemblea legislativa regionale sono oggetto della preoccupazione dei due partiti di opposizione PD e Alpe: “I Capigruppo – ha dichiarato il presidente del Consiglio Valle Alberto Cerise – hanno chiesto chiarimenti in ordine alle modalità di trattazione del punto 5 all’ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio Valle, prevista per il 6 e 7 aprile prossimi, riguardante l’illustrazione e la discussione sulla nuova situazione politica oltre che la ricomposizione delle Commissioni e degli organi consiliari. Ho precisato che questi aspetti procedurali saranno sottoposti all’attenzione della conferenza dei Capigruppo, già convocata per lunedì 4 aprile prossimo”.

Ma l’opposizione freme. Nel pomeriggio di oggi, 31 marzo, alle 17 il Partito Democratico ha convocato una conferenza stampa per “illustrare le ragioni tecniche e politiche della necessità di tornare al voto con una nuova maggioranza in Consiglio regionale”.

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