Per la casa da gioco di Saint-Vincent si torna a parlare di privatizzazione. L’occasione è data dall’approvazione della relazione sul bilancio 2015 del Casinò. “La privatizzazione non è un tabù ma una scelta serena che la politica deve affrontare” scandisce in aula l’Assessore regionale alle Finanze, Ego Perron.
“Pur riconoscendo a questa dirigenza un cambio di marcia, timido ma importante, certamente non basta, non è pensabile di risanare la casa da gioco con questa linea di tendenza, non si può agire all’infinito sul contenimento dei costi ma bisogna trovare delle soluzioni radicali, forti e strutturali che facciano fruttare per il Resort, per Saint-Vincent e per tutta la regione gli investimenti coraggiosi che in questi anni sono stati fatti” ha proseguito l’Assessore.
Le scelte sono in mano alla politica. “Bisogna capire a quali condizioni mettiamo sul mercato un nostro bene, perché deve essere una scelta redditizia per la Regione. Ci sono delle valutazioni in corso, questa scelta è delicata e bisogna tenere anche in conto le ultime scelte fatte, per cui ci portiamo ancora dietro un contenzioso”.
L’Assessore ha, quindi, snocciolato tutta una serie di dati sul bilancio 2015. A cominciare dai 18,5 milioni di euro di rosso, con un risultato prima delle imposte che scende dai 25 del 2014 ai 20 milioni del 2015. “C’è un miglioramento, certo è una consolazione magra” sottolinea Perron.
Il miglioramento è legato “ad una maggiore entrata dei ricavi complessivi, ad un contenimento dei costi, ad una importante riduzione degli oneri finanziari dovuta alla capitalizzazione e all’abbassamento dei tassi di interesse”.
Il valore della produzione è aumentato di 2,4 milioni di euro, i ricavi dell’attività di gioco sono incrementati così come i proventi dell’attività alberghiera. “Un trend positivo che si conferma nel primo semestre 2016, con più 12%” . Un focus l’Assessore l’ha dedicato alla questione debiti e alle imposte anticipate.
Sui debiti è stato ricordato come l’indebitamento finanziario verso le banche è aumentato del 41%. Due le componenti del debito: i debiti verso le banche e verso Finaosta L’esposizione bancaria è costituita da anticipazioni in conto corrente, per un importo di 26 milioni ad un tasso medio del 4,29%. Sulle imposte anticipate (28 milioni i crediti iscritti a bilancio), su cui anche quest’anno la società di revisione indipendente Kpmg ha sollevato dei dubbi circa la possibilità di recuperarle, Perron ha voluto invece rassicurare l’aula: “C’è la ragionevole certezza di avere in futuro dei redditi imponibili che possano assorbire in un tempo ragionevolmente lunghe le perdite fiscalmente riportabili".
