“La Regione riveda il Patto di Stabilità: se c’è la volontà politica si può fare”

Il Cpel chiede alla Regione lo scorporo dell'extragettitto Imu dal Patto di Stabilità. Il Presidente Bruno Giordano ha dichiarato durante la riunione di oggi: "Il Patto va ricontrattato ma manca l'interlocutore".
Assemblea Cpel
Politica

L’assemblea Cpel ha analizzato questo pomeriggio il disegno di legge regionale sull’Assestamento del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2014, modifiche a disposizioni legislative e variazioni al bilancio di previsione per il triennio 2014-2016′, esprimendo parere favorevole con sei astenuti.

Un parere favorevole al quale però l’assemblea degli Enti Locali valdostana allega un buon numero di osservazioni. In ballo ci sono infatti 19.373.633,42 (11.166.826,13 in conto competenza e 8.206.807,29 in conto residui) euro di avanzo di amministrazione del bilancio regionale 2013, la cui determinazione è merito della finanza locale. Il Cpel chiede quindi, in soldoni, di destinare parte di quelle risorse – circa 10 milioni di euro su 19 – per poter finanziare iniziative essenziali per il mantenimento dei servizi alla cittadinanza, ed elenca le richeste di maggiori trasferimenti concretizzandole, nel dettaglio, in 2 milioni 300mila euro in trasferimenti senza vincolo settoriale di destinazione ai Comuni per investimenti, 2 milioni come contributo corrente per anziani e inabili, 928mila euro di contribuzione ai servizi socio-educativi per la prima infanzia, altri 100mila per la gestione degli impianti di radio-telecomunicazione e attività per la riorganizzazione dello Sportello Unico degli Enti Locali e la fetta grossa, pari a 5 milioni di euro, in trasferimenti per fronteggiare eventuali eventi calamitosi sul territorio valdostano.

Ma non finisce qui. Oltre a cercare recuperare, di fatto, la differenza tra le risorse del 2013, l’obiettivo del Cpel è doppio e punta dritto a superare lo scoglio del Patto di Stabilità: “Abbiamo sempre detto che sulla legge 48 non avremmo apportato modifiche in attesa della riforma degli Enti Locali ma siamo ancora qui – spiega la referente di Finanza e Contabilità Speranza Girod, Sindaca di Fontainemore – ed i comuni sopra i mille abitanti non possono spendere i soldi che hanno nelle casse. È necessario stabilire che l’extragettito Imu non venga considerato nel Patto di Stabilità come accade negli altri comuni, e chiediamo quindi non venga conteggiato né in entrata né in uscita. Se un comune non riesce a rispettare il patto di fatto non riesce a gestire neanche i servizi, soprattutto se è un ente capofila”.

Ed è il Presidente Giordano a mettere il carico, spiegando nel dettaglio cosa chiede il Cpel: “Chiediamo di istituire uno specifico fondo per contenere la spesa pubblica in capo agli Enti Locali – spiega Giordano –, un fondo per i residui per gli enti e per l’impegno dei comuni rispetto alla legge di assestamento. La richiesta è quella di escludere dal patto di stabilità anche i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici. Chiediamo di togliere dal conteggio del patto tutta una serie di voci sul modello di quanto fatto in Trentino. Giuridicamente è possibile ma ci va la volontà politica di farlo”.

Ed è proprio sulla volontà politica che Giordano concentra la sua critica, a partire dal suo tweet pomeridiano in latino, quel “Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”, riferimento esplicito alle decisioni non prese, alla mancanza di un interlocutore.

Interlocutore che in primis è locale: “Dobbiamo farci carico assieme del patto – spiega Giordano – e fare quello che hanno fatto le altre Regioni, ovvero ricontrattarlo con i propri comuni. Le risposte però le avremo soltanto il giorno in cui avremo un interlocutore, e di un interlocutore c’è bisogno, e quello si chiama Amministrazione regionale. Questo parere, per non conteggiare l’extragettito Imu nel Patto di Stabilità e ricontrattare il patto stesso con la Regione è la naturale e necessaria premessa per i comuni per poter continuare ad amministrare. Se invece vogliamo che diventino dei semplici erogatori di carte d’identità e di certificati di nascita, si continui pure a seguire questa strada”.

Per quanto riguarda il Patto di Stabilità del Comune di Aosta, a margine della riunione il sindaco del capoluogo regionale ha spiegato che “la questione è molto complessa: va analizzata tenendo conto che stiamo parlando di bilancio di cassa e che il computo va fatto sul sistema enti locali nel suo insieme e non solo sul Comune. Ciò detto, è vero che nel 2013 lo abbiamo sforato, ma le cifre non sono così alte come quelle pubblicate nei giorni scorsi. A giugno approveremo il bilancio consuntivo e sapremo il dato esatto”. Riguardo alle ipotetiche sanzioni da parte della Regione, lunedì 12 maggio si riunirà il Comitato tecnico per esaminare la situazione. Poi la decisione spetterà alla Giunta, che però non è più in carica.

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