La Valle d’Aosta ha una nuova legge in materia di editoria. Soddisfatta l’Associazione stampa

Il Consiglio regionale ha approvato - con 23 voti a favore, l'astensione dei 3 consiglieri del Popolo della Liberta e il voto contrario dell'Arcobaleno - una nuova legge che eroga contributi e finanziamenti alle imprese editoriali locali.
Alcune testate politiche locali
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Il sistema dell'editoria locale ha un nuovo sistema di sostegno e di finanziamento. Il Consiglio regionale, infatti, nella seduta di ieri, ha approvato – con 23 voti a favore, l'astensione dei 3 consiglieri del Popolo della Liberta e il voto contrario dei rappresentanti dell'Arcobaleno – una nuova legge che eroga contributi imprese editrici di un giornale locale, di una radio o una tv o di un giornale telematico.

667 mila euro la cifra stanziata per il 2009. Le imprese editoriali godranno, quindi, di un sostegno economico per le spese correnti e le spese di investimento così come di contributi se faranno uso, nelle loro testate, della lingua francese, francoprovenzale o walser. Ma con vincoli significativi. Potranno godere dei benefici della legge solo le imprese che applicano al personale giornalistico i contratti nazionali di lavoro giornalistico sottoscritti dalla Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), il sindacato unico ed unitario della categoria. Inoltre i legali rappresentanti delle imprese editoriali non potranno aver subito condanne definitive per delitti non colposi commessi in danno della Pubblica Amministrazione o per altri reati gravi che incidano sulla loro moralità professionale.

L'approvazione del provvedimento è stata salutata con grande favore da parte dell''Associazione Stampa Valdostana che ha parlato di "un grande risultato in termini sindacali". "La nuova normativa contiene importanti norme che tutelano i giornalisti valdostani – si legge in una nota – La prescrizione per gli editori di applicare al personale giornalistico dipendente i contratti sottoscritti dalla Fnsi è una chiara garanzia a favore sia dei colleghi già occupati nelle redazioni delle testate locali, sia di quelli che potranno essere assunti in futuro. Un obbligo che limiterà eventuali intenzioni, da parte degli editori che vorranno usufruire dei contributi pubblici regionali, di applicare forme contrattuali non riconosciute dal Sindacato dei giornalisti italiani".

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