Le liste in corsa per le elezioni politiche in Valle d’Aosta sono nove

Sono nove, nel complesso, le liste che il prossimo 25 settembre presenteranno i 15 candidati, nel collegio uninominale valdostano, per le Elezioni politiche 2022.
elezioni - Immagine di archivio
Politica

Sono nove, nel complesso, le liste che il prossimo 25 settembre presenteranno i candidati, nel collegio uninominale valdostano, per le Elezioni politiche 2022. Il termine per il deposito delle candidature in Tribunale è fissato per oggi – lunedì 22 agosto – alle 20.

Le liste in corsa per il Parlamento (in ordine alfabetico)

La lista Centrodestra unito per la Valle d’Aosta – coalizione formata da Lega Vallée d’Aoste, Forza Italia Valle d’Aosta, Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, Italia al centro con Toti – Valle d’Aosta e Udc – vede come candidata alla Camera dei Deputati la coordinatrice azzurra, già presidente del Consiglio Valle, Emily Rini e la consigliera regionale del “Carroccio” Nicoletta Spelgatti per il Senato della Repubblica.

La lista Italia sovrana e popolare – che vede alleati 15 partiti e movimenti a livello nazionale – candida Loredana Ronc per la Camera dei Deputati e Alessandro Bichini per il Senato.

La lista La Renaissance valdôtaine, appoggiata anche dalla neocostituita Associazione Esprì, correrà per la sola Camera dei Deputati candidando il consigliere comunale di Aosta – già in corsa per la fusciacca del capoluogo – e presidente de La Renaissance (già Rinascimento VdA) Giovanni Girardini.

La lista Partito comunista italiano in Valle d’Aosta candida invece l’ingegnere informatico e imprenditore Davide Ianni per la Camera dei Deputati e Giovanni Guglielmo Leray, operatore di Polizia locale ad Aosta, per il Senato della Repubblica.

La lista Pour l’Autonomie esprime una sola candidatura, correndo per il solo Senato. Il nome espresso dall’assemblea del partito è quello dell’ex presidente della Regione – già senatore dal 2001 al 2006 – e attuale consigliere regionale Augusto Rollandin.

La lista Unione Popolare in Valle d’Aosta candida invece Loredana De Rosa alla Camera dei Deputati e Francesco Lucat per il Senato della Repubblica. La coalizione – che a livello nazionale è guidata dal già sindaco di Napoli Luigi De Magistris – mette assieme le sigle demA – Democrazia autonomia, Potere al popolo Valle d’Aosta, Rifondazione comunista e Risorgimento socialista.

La lista Valle d’Aosta aperta, che vede alleati Area democratica – Gauche autonomiste, Adu VdA/Sinistra italiana e MoVimento 5 Stelle Valle d’Aosta, candida invece la consigliera regionale in quota Pcp Erika Guichardaz per la Camera dei Deputati e Daria Pulz, già in Consiglio Valle nella scorsa legislatura e attualmente nella segreteria politica di Adu, per un posto a Palazzo Madama.

La lista Vallée d’Aoste – alleanza autonomista-progressista che vede assieme Union valdôtaine, Alliance valdôtaine, Vallée d’Aoste Unie/Mouv’, Stella Alpina, Azione/Italia viva e Partito democratico – vede candidati il sindaco di Doues e presidente Cpel Franco Manes per la Camera dei Deputati e, per il Senato, Patrik Vesan, docente all’Università della Valle d’Aosta e segretario generale della Fondazione comunitaria. Nella serata del 21 agosto, dal Conseil fédéral unionista di Fénis è arrivato il “via libera” all’unanimità ai nomi dei due candidati. A Tsanté de Bouva, però, spiccava l’assenza del gruppo dei consiglieri regionali del Mouvement.

La lista Vita, fondata a livello nazionale dalla deputata ex 5 stelle Sara Cunial, ha deciso di candidare per il Senato Larisa Bargan.

2 risposte

  1. “La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.“
    — Paolo Borsellino – tratto da un discorso fatto ai cittadini siciliani.

    A tal proposito, si giustifichi dunque un quesito assolutamente irrinunciabile. Ciò nonostante, il nostro Paese, è un autentico Stato Democratico e di Diritto. Oppure è una fasulla e corrotta democrazia. Imperniata meramente sul tesseramento obbligatorio – al qualsivoglia partito o partitino – e sullo scadente voto di scambio politico-clientelistico-affaristico-perpetuo?

    Meditate gente; meditate.

  2. con l’esperienza pregressa il candidato Pour l’Autonomie vanta un cv di tutto degno della politica italiana:

    – condannato nel 1994 in via definitiva dalla Cassazione a 16 mesi di reclusione ed all’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio per favoreggiamenti in appalti
    – marzo 2019 è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere per corruzione con rito abbreviato. Per effetto della legge Severino è stato sospeso dal consiglio regionale.
    Nel settembre 2021 la Corte di Appello di Torino lo ha prosciolto dalle accuse per intervenuta prescrizione.
    La decisione di proscioglimento è stata confermata il 1 luglio 2022 dalla Corte di Cassazione.
    – 30 luglio 2021 viene condannato in via definitiva dalla Corte dei Conti al pagamento di 2,4 milioni di euro per danno erariale provocato all’amministrazione regionale con l’erogazione di finanziamenti della sua giunta al Casinò di Saint Vincent

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