Lettera di denuncia di Fosson, Caveri, Viérin e Rosset: “Nell’Uv dialogo ai minimi storici”

I quattro unionisti scrivono al Presidente dell'Uv, Ego Perron, esprimendo solidarietà al Presidente dimissionario del Celva, Elso Gerandin e denunciando "il manifestarsi di pressioni esterne sugli eletti locali".
La sede dell'Union valdotaine
Politica

"Dialogo ridotto ai minimi termini" e ancora "metodi irrispettosi delle persone". Antonio Fosson, André Rosset, Laurent Viérin e Luciano Caveri prendono carta e penna e scrivono, all’indomani delle annunciate dimissioni del Presidente del Celva, Elso Gérandin, a Ego Perron, il presidente dell’Uv.

La missiva, pubblicata oggi dallo stesso Caveri sul suo blog, parla della "situazione venutasi a creare nei rapporti tra Regione e enti locali, che deriva dalle ultime prese di posizione da parte dello stesso Gérandin e di altri sindaci e che riguardano le preoccupazioni e il mancato coinvolgimento degli amministratori locali nella predisposizione del Bilancio della Regione e soprattutto sulle future riforme che riguardano i Comuni e le Comunità montane. " La riforma degli enti locali valdostani, come annunciato dallo stessso Presidente Rollandin, sarà presentata nei prossimi giorni.

I 4 unionisti esprimono quindi "solidarietà a Gérandin e denunciano il manifestarsi di pressioni esterne sugli eletti locali". Fosson, Viérin, Rosset e Caveri  chiedono poi "un reale confronto sul futuro del sistema autonomistico della Valle d’Aosta, vero punto di riferimento del federalismo locale, che sta alla base della nostra autonomia, evitando scelte imposte e non concordate né a livello regionale né a livello di condivisione con gli enti locali stessi, ed evitando, proprio nello spirito federalista che ci anima, di assumere, nei confronti dei Comuni della Valle d’Aosta, l’atteggiamento dell’imposizione di scelte che quotidianamente combattiamo nei confronti del Governo italiano e che, di fatto, andrebbero a togliere totalmente la possibilità ai Comuni di esercitare la benché minima funzione".

Se da una parte i firmatari della missiva si dicono poi favorevoli all’accorpamento dei servizi, rifiutano invece l’idea di unire i comuni più piccoli. E sui costi della politica scrivono "che siano la Regione e la città di Aosta a dare il buon esempio, partendo dalla riduzione del numero di consiglieri regionali" ma anche attraverso "un’azione concreta sulla riduzione anche dei costi delle società partecipate e controllate". Infine Caveri, Fosson, Viérin e Rosset chiedono "maggiore libertà di espressione nonchè un metodo diverso, organico e non episodico, nell’approccio ai problemi di questa fase politico-amministrativa ed una maggiore condivisione nelle scelte amministrative e politiche che avranno grande incidenza sul futuro della nostra comunità".
 

 

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