Lettere Casinò, nel 2014 la discussione in Consiglio sulle presunte garanzie

Il 9 ottobre 2014 le tre lettere di patronage erano state al centro di una interpellanza del consigliere Elso Gerandin. L'allora Assessore alle Finanze Perron affermò: "Penso di poter dire la verità dicendo che l’esecutivo era assolutamente a conoscenza dell’atto in questione”
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“Le lettere di patronage non impegnano né l’amministrazione regionale, né chi le ha sottoscritte, e le banche interessate di questo hanno pienamente conoscenza”. Così diceva il 9 ottobre del 2014 in Consiglio regionale l’allora assessore regionale alle Finanze Ego Perron, rispondendo ad una interpellanza di Elso Gerandin.

Diversa evidentemente l’interpretazione delle lettere da parte delle tre banche, che in queste settimane si sono fatte avanti con l’Amministrazione regionale, nell’ambito della procedura concordataria.

“Gli impegni assunti dal Presidente rientrano pienamente nella legittimità del suo incarico,  – scandiva sempre Perron in Consiglio regionale – risultano opportuni anche sul piano delle strategie politiche che riguardano il Casinò”. Non solo. Secondo l’Assessore tutto l’esecutivo era a conoscenza  delle tre lettere. “Non facevo parte della Giunta in quel periodo ma penso di poter dire la verità dicendo che l’esecutivo era assolutamente a conoscenza dell’atto in questione”.Per questo le parole di ieri del Presidente della Regione, Antonio Fosson – “quelle lettere non sono passate in Giunta” –  fanno dire ad Elso Gerandin come “in questa ennesima triste vicenda legata alla Casa da gioco, qualcuno mente sapendo di mentire“.

Sempre nella risposta all’interpellanza dell’ottobre 2014 Perron spiegava come “Il presupposto giuridico all’emissione di una lettera di patronage risiede nel fatto che il Presidente ha la competenza strategica sulle partecipate regionali, e all’epoca delle lettere la competenza specifica sul casinò”. Su quali garanzie offrivano le tre missive, l’allora Assessore sottolineava come “non è dato sapere, né al momento dell’emissioni delle lettere, né ora, perché l’individuazione delle stesse garanzie è sottratta alla  specifica volontà del Presidente ma appartiene alla volontà  del Consiglio regionale”. E poco dopo aggiungeva “Il presupposto affinché diventi operativo l’impegno della Regione a procurare adeguate garanzie alle banche, le quali approfittando del merito creditizio di cui gode Casinò, hanno accordato alla stessa linea di credito, è costituito dal verificarsi di un evento ben preciso, ovvero la perdita di controllo da parte della Regione sulla società Casinò de la Vallée”.

La Lega torna a chiedere il ritorno alle urne

Ad intervenire sui nuovi guai giudiziari che coinvolgono l’ex Presidente della Regione Rollandin è anche la Lega Nord che torna a chiedere il ritorno alle urne.

“La pioggia di procedimenti giudiziari che ogni giorno si abbatte su questa maggioranza e su chi ha governato la Valle d’Aosta negli anni passati sta portando alla luce ulteriori tasselli di un sistema che, fino a poco tempo fa, ha retto la nostra Regione.  – scrive in una nota il Carroccio – La magistratura e le forze dell’ordine stanno andando sempre più a fondo e stanno facendo emergere un quadro preoccupante fondato sulla poca trasparenza e sulla non condivisione delle decisioni assunte di cui sono i cittadini valdostani a pagarne il prezzo da anni”.

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