L’ex vicesindaco di Aosta, Guglielminotti lascia il Partito democratico: “Abbiamo sbagliato”

Il Pd ad Aosta perde: nel 2005 Ds più Margherita raccolsero 2.691 voti, oggi i voti scendono a 2113. Giuliana Ferrero: "La colpa è del Partito, delle decisioni prese, non degli elettori. Il nostro elettorato è deluso."
Marino Guglielminotti Gaiet - Assessora alla mobilità di Aosta
Politica

“Sono uno sconfitto e mi metto da parte”. Sono parole dell’ex vicesindaco di Aosta, Marino Guglielminotti Gaiet che ieri, martedì, ha rimesso le sue dimissioni dal Partito Democratico.

Una decisione sofferta ma consapevole. “Mi sono dimesso perché sono sceso in campo in queste ultime elezioni come capolista, sono stato un uomo di punta e abbiamo perso. Abbiamo sbagliato e io faccio parte della squadra, mi sembra giusto assumermi la mia parte di responsabilità per la sconfitta del Partito”. Guglielminotti poi sottolinea con forza: “Perché di sconfitta si tratta, è inutile negarlo. E spero che qualcuno non inizi a tirare fuori la situazione dei comuni, a dire che lì abbiamo acquisito dei consiglieri. Sarebbe un insulto all’intelligenza ma soprattutto alla matematica”.

"L'insulto alla matematica" arriva però da Raimondo Donzel che sulla Stampa di oggi dice "abbiamo perso in città ma siamo andati bene sul territorio. Per la prima volta, entriamo in Giunta a Chatillon, ad esempio".

Il Pd ad Aosta perde: nel 2005 Ds più Margherita raccolsero 2.691 voti, oggi i voti scendono a 2113. La sconfitta è ancora più bruciante se, invece che il dato delle comunali si prende in considerazione quello delle ultime Europee. (“E’ quello il nostro termine di paragone”, è stata la nenia dei vertici del Pd in questa ultima campagna elettorale.) In quell’occasione Donzel raccolse 2.712 voti pari al 18,10%.

Cinque anni fa il Pd era il secondo partito della città, ora è il quarto. Solo tre con i candidati che andranno in consiglio. Guglielminotti è l’illustre “trombato” e si dimette.

Donzel cosa le ha detto delle sue dimissioni? “Da Donzel, che ringrazio – spiega Guglielminotti –, ho ricevuto solo un messaggino nel quale mi diceva che non capiva la mia scelta e non aggiungeva altro. Dice che non capisce, ma mi sembra una decisione chiara”. “Abbiamo sbagliato” ripete con forza Guglielminotti. L’errore sta anche nella scelta dei candidati apicali.

Sia chiaro sono persone che stimo, nulla contro di loro. Ma ho passato la campagna elettorale a spiegare agli elettori perché non avessero scelto altri come me e la Ferrero. Ad un certo punto, per l’esasperazione, ho anche cominciato a raccontare bugie, dicendo che io, essendo stato per due legislature vicesindaco, non potevo più ricoprire quella carica, il che non è vero. Una campagna in salita, passata a parlare con i nostri elettori che non capivano le scelte del Partito”.

Alle parole di Guglielminotti si aggiungono quelle di Giuliana Ferrero: “Il risultato ottenuto è minore rispetto al nostro valore. La gente non ci ha capito e non possiamo dare la colpa agli elettori. La colpa è del Partito, delle decisioni prese. Il nostro elettorato è deluso. L’ho capito già dalla campagna elettorale, tutti mi hanno espresso la loro delusione”. Il problema per Ferrero non è solo e tanto quello dei candidati a sindaco e vice (Monteleone e Platania) “Il problema è la mancanza di una proposta politica chiara, e la scelta dei candidati non fa che esprimere questo. La situazione è cambiata e noi non abbiamo difeso i nostri punti di forza, poi non si capiva bene quale fosse la nostra posizione”. La chiarezza è quella che adesso Giuliana Ferrero aspetta. “Penso che ci sarà una direzione, per il momento non è ancora stata convocata. Visti i risultati pensavo che sarebbe stata indetta già il giorno delle elezioni”.

Chiederete le dimissioni di Donzel? “Io per il momento voglio solo sentire il discorso del segretario, qual è la sua analisi del voto. Voglio sentire cosa dice, poi decideremo”.

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