Mensa scolastica, “la dieta islamica costa troppo”: costi da rivedere sul prossimo appalto

Polemica durante la III Commissione consiliare dedicata alle proposte per il nuovo appalto delle mense scolastiche di Aosta. Manfrin: “Costi che non devono ricadere sul Comune o sulle altre famiglie”. Carpinello: “Allora si digiuni in Quaresima".
I rappresentanti sindacali in III Commissione
Politica

Bagarre questa mattina durante la III Commissione consiliare dedicata alle proposte per il nuovo appalto delle mense scolastiche del Comune di Aosta. A far discutere sono le diete etico/religiose, ed i conseguenti costi, che hanno contrapposto le visioni – inconciliabili – del consigliere della Lega Nord Manfrin e della consigliera Carpinello de L’Altra Valle d’Aosta.

A lanciare il sasso, però, ci pensa l’assessore all’Istruzione Andrea Edoardo Paron che, nella sua disamina, asserisce: “Al di là delle diete legate agli aspetti medici, come quelle per celiaci, intolleranti e allergici c’è il tema di quelle etico/religiose che hanno costi che ricadono o sul Comune o vengono spalmate sulle tariffe, cioè sugli utenti”.

Non ci sta il consigliere del Carroccio, che punta anche il dito sulla macellazione musulmana della carne, l’Ḥalāl, che prevede il dissanguamento dell’animale: “È assurdo – ha spiegato Andrea Manfrin – che per questo tipo di diete i costi di differenziazione siano spalmati sull’amministrazione o peggio sulle famiglie che utilizzano un menù normale. È ingiusto, non sono diete supportate da un parere o una necessità medica, ed è pericoloso che passi per buono che ognuno possa scegliere di mangiare quello che vuole senza motivo. Dovrebbe esserci invece un menù unico, e quando c’è un pasto non gradito i figli si possono tenere a casa”.
Intervento che trova sponda nel Presidente di Commissione Vincenzo Caminiti: “Al di là di allergie o particolarità mediche l’integrazione deve passare anche attraverso il cibo e dobbiamo far sì che chi ospitiamo si integri. Dobbiamo dare un aiuto in questo, non è giusto che ci siano diversità tra i bambini”.

Affermazioni che provocano la reazione immediata di Carola Carpinello: “Non volevo affrontare questo argomento – spiega – anche perché non è questa la sede. La differenza sta nel fatto che gli islamici sono molto più rigorosi su questi argomenti, allora dovremmo togliere il pesce il venerdì ai figli di famiglia cattolica e praticare il digiuno durante la Quaresima”.

“In tutta Italia ci sono diete del genere previste – spiega invece Luca Girasole, Stella Alpina – e fanno parte delle linee guida nazionali. Non è il caso di fare di Aosta la città capofila della diversità”. Mentre per Gianpaolo Fedi, Alpe: “Dubito che l’amministrazione comunale di Aosta voglia finire sui giornali perché non riconosce tutta una serie di fattori presi in considerazione ovunque a livello di integrazione. A livello economico, visto quanto sperperano le amministrazioni, qual è il costo per questi cibi, in realtà?”. Domanda posta anche da Étienne Andrione di UVP.

I costi per tutte le ‘diete speciali’ – sia quelle per celiaci, intolleranti, allergici che etico/religiose – si attesta sulla cifra di 25 centesimi di euro a pasto, per una maggiorazione complessiva del 4%.

Manfrin non molla la presa: “Se partiamo da questo presupposto può passare qualsiasi scelta, per esagerazione di ogni genitore e per sua scelta potrebbe voler dare tutti giorni patatine in mensa, o fornirgli un menù vegano, ‘respiriano’ o ‘pastafariano’”. Mentre Antonino Malacrinò (PD) chiude seccamente: “Controllando il menù primaverile delle mense di Aosta consultabile sul sito l’unica cosa che musulmani non potrebbero mangiare è l’omelette al prosciutto, di cosa stiamo parlando?”.

In apertura la Commissione ha ascoltato le proposte dei Sindacati. Presenti Dodaro (Uil), Dondeynaz (Cisl), Statti (UilTucs) e de Belli (Cgil) che hanno chiesto a gran voce che nel nuovo capitolato d’appalto ci sia un rispetto più rigoroso delle imposizioni contrattuali sia a sostegno dell’orario minimo dei dipendenti, sia non puntare semplicemente al minimo ribasso per garantire un servizio migliore ed una qualità maggiore dei pasti. Nel mirino delle sigle sindacali anche la Centro di Cottura di Arnad, giudicato troppo lontano dalla Plaine. 

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