Microcomunità, i sindaci e i presidenti delle Unité chiedono “certezze sulle risorse”

Nella proposta portata all'attenzione del Cpel s'individuata nell'azienda speciale consortile la nuova soluzione gestionale con diverse varianti che dovranno essere definite.
anziani, microcomunità
Politica

Che forma dare all'azienda speciale che andrà a gestire i servizi socio-sanitari e assistenziali agli anziani? E' uno dei nodi che dovranno sciogliere enti locali e Regione impegnati nella riorganizzazione del modello attuale di welfare. 

Nella proposta portata al Celva dall'Assessore regionale alla Sanità, Luigi Bertschy, vengono ipotizzate tre varianti di azienda speciale: partecipata dalle Unité e dalla Regione, come ente strumentale delle sole unité che si associano per gestire in modo unitario, attraverso un unico soggetto gestionale, i servizi sulla base degli indirizzi regionali o come ente strumentale della sola regione. 

L'azienda speciale consortile sarà un ente strumentale dotato di personalità giuridica, autonomia patrimoniale, statutaria e gestionale. Nello statuto dell'azienda andranno indicati le modalità di copertura della spesa ovvero chi dovrà contribuire e in quale misura per garantire il pareggio di bilancio. Al personale dipendente dell'Azienda speciale sarà applicato il contratto collettivo di lavoro del comparto unico regionale. 

Il Comitato esecutivo del Cpel, in seduta congiunta con la Conferenza dei Presidenti delle Unités, ha esaminato ieri la proposta arrivata dall'Assessore rilevando alcuni temi che sono stati trasmetti con una nota all’Assessorato.

"La riorganizzazione delle politiche di welfare in Valle d’Aosta – sottolinea il Presidente Franco Manes – è per noi prioritaria, ma qualsiasi ragionamento in merito deve essere obbligatoriamente fondato su una visione complessiva del settore, non solo degli anziani, ma tenendo conto anche delle esigenze delle famiglie nel loro complesso, dalla prima infanzia all’età adulta”.

Secondo il Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Unités Giovanni Barocco: "E' apprezzabile il primo sforzo, da parte della Regione, di immaginare alcuni possibili modelli organizzativi per la gestione in forma associata dei servizi socio-sanitari e assistenziali agli anziani. Tuttavia, ragionare su un modello di governance non può prescindere da una preventiva definizione delle fonti economiche e finanziarie, del loro ammontare e delle modalità di erogazione, che non sono più sostenibili dalle Unités des Communes alle attuali condizioni”.

Un'altra questione sollevata dai sindaci e dai presidenti delle Unité riguarda il personale "laddove la priorità dev’essere quella di garantire i livelli occupazionali e di servizio all’utenza conquistati negli anni, tenendo conto anche del lavoro usurante e non classificato come tale nel settore socio-sanitario".

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