Milanesio: “UniVdA alla Testa Fochi in sei anni”. Unica incognita i finanziamenti

Consiglio comunale tematico, ad Aosta, sul campus alla Testa Fochi. Passerin d'Entrèves difende "didattica e ricerca di qualità". L'amministratore unico illustra il "contenitore flessibile" per l'ateneo del futuro.
Il plastico del campus universitario della Testafochi
Politica

“Non avremo mai 20 mila studenti ad Aosta. Dobbiamo fare i conti con una rete di atenei esistenti nelle aree limitrofe, pensando a corsi qualificanti per un totale di 1500 o 2000 studenti”. Lo ha detto Pietro Passerin d’Entrèves, rettore dell’Università della Valle d’Aosta, durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale del capoluogo, convocato per discutere del progetto preliminare per il recupero della caserma Testa Fochi e la sua trasformazione in campus universitario.

L’amministratore unico della Nuova università valdostana (Nuv) Bruno Milanesio ha stimato in “cinque o sei anni i tempi di realizzazione del progetto, se ci saranno gli stanziamenti”. Il progetto prevede un costo totale di 134 milioni di euro, il cinquanta per cento dei quali a carico dello Stato, e circa 20 di provenienza europea, il resto a carico della Regione. Bruno Giordano, sindaco di Aosta, ha sottolineato che “si sta progettando un vestito per un ragazzo che ha dieci anni. Nella prospettiva di venti o trent’anni, il contenitore si potrà ampliare nelle ampie aree a verde previste nella parte Nord della caserma”. “E’ un contenitore il più flessibile possibile – ha aggiunto Milanesio – che consentirà crescite e trasformazioni anche in corso d’opera”.

“La nostra obiezione di fondo è che si parla sempre del contenitore – ha detto Carlo Curtaz (Alpe) -, della pentola, senza sapere il contenuto, la pietanza da cucinare”. Iris Morandi (Alpe) ha commentato che che “oltre cento milioni di euro saranno destinati ad un’opera che, pur bellissima, non sappiamo cosa conterrà. Ospiterà forse quello che c’è fino ad ora, leggermente migliorato? Facciamo attenzione, perché così la scommessa non esiste più, è solo rischio”. Passerin ha replicato: “Non tocca certo a me parlare di politica, ma non permetto che si dica che ricerca e didattica dell’UniVda non siano di qualità”.

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