Minoranza contro la “Riforma” del Comune. Centoz: “Atto necessario, agito secondo la legge”

Sul 'banco degli imputati' dei consiglieri di minoranza c'è la 'pesatura' fatta delle aree dirigenziali, a loro dire quantomeno 'sospetta' ed il rischio di ricorsi. La maggioranza si ricompatta, dopo gli scricchiolii recenti.
Il Sindaco di Aosta Fulvio Centoz
Politica

È battaglia, in Consiglio comunale ad Aosta, sulla ‘Riorganizzazione’ della macchina amministrativa che ha intrapreso la Giunta Centoz.
Il ‘fuoco di fila’ si apre grazie ad una mozione a firma Étienne Andrione (UVP), Carola Carpinello (Altra VdA), Nicoletta Spelgatti e Andrea Manfrin (entrambi Lega Nord), ed è proprio il consigliere progressista a puntare verso il Sindaco: “Chiederei al Sindaco di tornare indietro, in attesa di essere perfettamente sicuro, perché riforma non è impermeabile a critiche e rischia di paralizzare tutto il sistema. Non sciupi l’ennesima occasione di riformare il Comune di Aosta, perché un ‘Sindaco riformatore’ non è quello che ‘vuole’ riformare, ma quello che ci riesce”.

Sul ‘banco degli imputati’ dei consiglieri di minoranza c’è la ‘pesatura’ fatta delle aree dirigenziali, a loro dire quantomeno ‘sospetta’: “Questa riforma – interviene Nicoletta Spelgatti – crea problemi enormi, visto che il Segretario Generale ha fatto una pesatura di tutti i suoi stessi colleghi. Dire che sono criteri oggettivi non risponde a verità”, mentre per Loris Sartore, Alpe, chiede di: “Sospendere l’atto di riorganizzazione e far sì che il Consiglio intero si esprima, anche sui suoi esiti. Sappiamo che ci sono scontenti e malumori tra dipendenti e dirigenti e perplessità da parte dei sindacati”.

Risponde fuori dai denti, alzando anche i toni, il Sindaco Fulvio Centoz: “È un atto profondamente politico – spiega – e la necessità è quella di riorganizzare macchina amministrativa già evidenziata in campagna elettorale e nei primi consigli. È necessario procedere in una riforma strutturale”.
Poi, al netto degli obiettivi, provoca la minoranza sul piano dei numeri: “Faccio degli esempi da altri comuni: Crema ha 34mila abitanti, 5 dirigenti compreso il Segretario Generale, 3 amministrativi e 2 tecnici; Capannori 46mila abitanti, con 8 dirigenti compreso il Segretario, 7 amministrativi e uno tecnico; Lecco, con 48mila abitanti ha 8 dirigenti compreso il Segretario, dei quali 6 amministrativi e 2 tecnici. Vercelli invece ne ha 46mila di abitanti, ed i dirigenti sono 7, compreso il Segretario, 5 amministrativi e 2 tecnici. A Biella, 44mila abitanti, ci sono 8 dirigenti compreso il Segretario, 6 amministrativi e 2 tecnici. Aosta, infine ne ha 10 di dirigenti, di cui 6 amministrativi e 4 tecnici. Perché tutti i comuni hanno due aree tecniche e noi quattro? Perché forse 10, 15 anni fa era importante, oggi lo sono di più i servizi alla persona, ad esempio. La ‘pesatura’, poi ha parametri sono oggettivi, misurabili. Sulla base di cosa si può fare ricorso? Quale motivazione c’è per non seguire la riorganizzazione? Perché qui si vuole impedire di andare verso questo modello, che è ormai la normalità?”.

E aggiunge, non poco piccato: “Un parere richiesto dal Comune nel 2012, quindi quando non ero Sindaco io, ha evidenziato posizioni di retribuzione non consone tra le figure dirigenziali. Voi vorreste sospendere questa riforma, con dirigenti che prendono retribuzioni che non possono più percepire?”.

L’alzo zero, dal peso specifico, lo gioca anche l’assessore Andrea Edorado Paron: "Le lamentele, a sensazione, arrivano da chi con questa riforma ci rimette qualcosa dal punto di vista economico”.

Centoz riesce a ricompattare la maggioranza attorno a sé, e ultimamente si può dire che ‘faccia notizia’, e la mozione viene respinta dall’aula: la maggioranza (18) vota compatta contro la mozione, mentre i favorevoli sono otto, con un astenuto, Andrione che, da proponente specifica: “Mi astengo perché per una volta il Sindaco ha dato una spiegazione convincente, non come quelle per APS che si sono dimostrate da sé. Sappia che se non riesce ad attuare la sua riforma a fondo dovrebbe andarsene a casa”.
 

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