Minoranze all’attacco: “Il Piano alienazioni è una svendita dei beni per fare cassa”

Minoranza compatta questa mattina in Consiglio contro il Piano vendita applicato dall'amministrazione comunale del Capoluogo. Marzi: "Nessuna svendita, le stime si fanno sui valori di mercato".
Il Consiglio comunale di Aosta
Politica

Minoranza compatta, all’attacco del Piano alienazioni del Comune. A far discutere, questa mattina in Consiglio, la delibera di Piano vendita applicato dall’amministrazione comunale del Capoluogo. L’accusa dell’opposizione è semplice: il Comune ‘svende’ il suo patrimonio edilizio semplicemente per fare cassa.

“Siamo contrari a questo Piano – ha esordito Loris Sartore, Alpe – perché sono stati inseriti edifici che non volevamo fossero messi in vendita come Casa Deffeyes e i locali del Progetto Giovani di via Volontari del Sangue, che potrebbero essere utilizzati nell’ambito del sociale”. Contrario anche Luca Lotto, del MoVimento 5 Stelle: “Questi atti sono le soluzioni più semplici ad un problema di cassa. In passatoi beni si potevano riqualificare, c’erano i fondi, ma non si è voluto fare.Una condotta non corretta, in antitesi alla ‘buona amministrazione’. Ora, nel disastro economico, si liquida la nostra memoria storica”.

Senza appello anche il ‘no’ di Altra VdA e Lega Nord: “In questo quadro il patrimonio pubblico viene messo al centro agenda politica per recuperare soldi – attacca Carola Carpinello –, elemento che apre alla speculazione edilizia, come succederà con le villette di Quartiere Cogne, per un Comune che considera il suo patrimonio storico un fardello di cui sbarazzarsi”. “Non si possono tappare i buchi di bilancio con la svendita del patrimonio immobiliare – spiega invece Nicoletta Spelgatti – perché è una ‘cassa fittizia’, questa non è ‘buona amministrazione’. I beni svenduti non si potranno più recuperare, sono politiche che affosseranno sempre più il Comune”.

A difendere il Piano alienazioni ci pensa Carlo Marzi, assessore alle Finanze: “Poche persone, durante i sopralluoghi, avevano sensazione di avere a che fare con dei ‘gioielli di famiglia’. Bisogna prendere atto del presente e cercare di guardare in prospettiva al futuro e molti di questi beni richiedono interventi onerosi solamente per essere messi in sicurezza. Non verrà svenduto niente, perché gli edifici prima vengono stimati attraverso valutazioni basate sul valore di mercato. L’unico pezzo ad ora venduto ha visto un rialzo del 36% rispetto alla stima, e questo verrò applicato a tutto il piano. Negli ultimi due anni abbiamo inserito preventivamente ‘zero’ in bilancio previsionale superando ogni anno i 300mila euro di vendite”.

La delibera è stata comunque approvata con 19 voti e favorevoli e 9, ovvero la minoranza compatta, contrari. 

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