“Non mi candido: non posso predicare bene e razzolare male”

Roberto Mancini, con una lettera aperta, rinuncia ad una candidatura in vista delle elezioni regionali. "Non ho atteso la nascita del Pd per pormi il problema della moralità politica" dice il giornalista.
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Ho ricevuto alcune proposte di candidatura alle prossime elezioni regionali. Ringrazio di cuore le forze politiche che mi hanno fatto quest'onore, ma non posso accettare.
Non posso predicare bene e razzolare male.
Infatti due anni or sono, in prima istanza, sono stato condannato dal giudice monocratico di Aosta ad una pena pecuniaria per diffamazione a mezzo stampa tramite un blog. E' stata la prima sentenza del genere in Europa, contro di essa ho interposto appello.
In quell'amarissima occasione ho ricevuto la pubblica solidarietà del ministro Gentiloni, allora responsabile delle Telecomunicazioni, di Reporters sans Frontieres, di  Diego Cugia , uno dei più prestigiosi scrittori ed autori radiotelevisivi italiani  nella sua veste di vicepresidente della Siae.
Il gruppo parlamentare dei Comunisti Italiani, nella persona dell’onorevole Crapolicchio, fu autore di un'interrogazione parlamentare.
Quanto all’onorevole Nicco, malgrado facesse parte della commissione Poste e Telecomunicazioni, non ha ritenuto la questione degna della sua attenzione montanara.
Ciò che mi ha particolarmente ferito ed umiliato è il fatto che il giudice, malgrado fossi incensurato, nel dispositivo della sentenza non mi ha nemmeno riconosciuto le attenuanti generiche.

Dunque al momento sono un cittadino non ancora colpevole giuridicamente, in quanto ciò verrà deciso solo in Appello. Sicuramente sono però un individuo socialmente non affidabile, in quanto immeritevole di ogni attenuante.
Questo mio acclarato permanere al vertice della piramide criminale valdostana, notoria terra di angeli, santi e casinò misteriosamente in passivo, mi risolve a non accettare candidature.
Non è mia abitudine usare della questione morale alla Caveri, ossia solo  quando serve  strumentalmente per colpire i propri concorrenti elettorali.
Non appartengo alla disinvolta famiglia politica di Berlusconi & Cuffaro, di Rollandin & Lavoyer& Carradore. Non ho il coraggio di offendere gli elettori presentandomi loro con questa macchia.
Peraltro essa, come specificato nello stesso dispositivo della sentenza di primo grado, attiene più ai reati di opinione che a quelli amministrativi, ma tanto basta alla mia coscienza.

Non ho atteso la  nascita del Pd per pormi il problema della moralità politica, inoltre non voglio danneggiare l’alleanza del Galletto, che spero sia un progetto presente anche alle  regionali, lo schieramento Arcobaleno e al suo interno la Sinistra.
In quest’ultima area politico-culturale, di cui vedo gli enormi limiti ma anche la grandezza, passata e presente, sono cresciuto ed invecchiato.
 Non intendo  infrangerne la tradizionale pulizia etica e morale . Non voglio rinnegarla,  nè nelle idee nè nel costume.
A chacun ses racines, à chacun ses traditions.
Grazie.

Roberto Mancini

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