Ogni sei mesi la Regione si riorganizza, i sindacati: “Si perde efficienza”

I sindacati a inizio marzo si sono visti sottoporre dal Governo Fosson la ridefinizione “parziale” della struttura organizzativa. Fra le novità: un posto aggiuntivo da Coordinatore alla Sanità.
Palazzo Regionale
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L’efficacia e l’efficienza dell’Amministrazione regionale? E’ difficile che possa andare di pari passo con le cinque riorganizzazioni degli ultimi due anni e mezzo, una ogni sei mesi. A dirlo sono i sindacati dopo che ad inizio marzo si sono visti sottoporre dal Governo Fosson la ridefinizione “parziale” della struttura organizzativa. L’ennesima dopo quelle varate solo pochi mesi prima dal Governo Spelgatti, Viérin e Marquis.

Una riorganizzazione, che oltre a creare disagi nel personale dirigente e non, presenta diverse criticità.

A cominciare dalla scelta di “ritornare al passato” con la creazione di due dipartimenti alla Sanità: il “Dipartimento sanità e salute” e “Dipartimento politiche sociali”. Un posto aggiuntivo di coordinatore (con i relativi costi per le casse regionali, circa 100mila euro) giustificato dall’”esigenza di poter meglio affrontare le problematiche delle due aree di competenza dell’Assessorato che negli ultimi anni sono diventate rilevanti e complesse e necessitano di una maggiore attenzione al fine di rendere più efficiente ogni specifico settore.”

Una tesi che non convince i sindacati. “I posti da coordinatore dovrebbero diminuire non certo aumentare,” spiega Claudio Albertinelli del Savt “Sono, come suggerisce il nome, delle figure di coordinamento e programmazione e non gestionali”.

Secondo i sindacati l’Amministrazione regionale sta andando in direzione opposta rispetto ala logica organizzativa dipartimentale, con l’aumento da una parte dei dipartimenti e la riduzione delle strutture di secondo livello. Il tutto a discapito della programmazione e della pianificazione, anche in settore strategici.

“Se non si programma, la macchina è ferma” ricorda Jean Dondeynaz della Cisl “Oggi spesso e volentieri i coordinatori hanno difficoltà a programmare, devono snaturare il proprio ruolo per fare altre cose, più urgenti. L’impressione è sempre quella di rincorrere una situazione di emergenza, un giorno o l’altro devi però fermarti e capire dove vuoi andare”.

Criticità vengono sollevate dai sindacati anche sulle particolari posizioni organizzative riservate ai funzionari.
A questo si aggiunge il possibile pensionamento di 11 dirigenti di ruolo sui circa 90 attuali in corso d’anno.

Gli esiti del nuovo Spoil System si conosceranno il 1° aprile quando nelle caselline dei posti da coordinatore verrà ufficialmente scritto un nome e cognome.

“Quando cambi spesso governo dovresti avere una continuità amministrativa più marcata e non mettere mano tutte le volte alla macchina” chiosa ancora Dondeynaz “Queste riorganizzazioni sono invece un po’ un pasticcio da qualunque parte le guardi.”

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