Partecipate, una proposta di legge chiede “più trasparenza nelle nomine”

L'iniziativa è stata depositata oggi dai consiglieri del Gruppo Misto Alberto Bertin, primo firmatario, Elso Gerandin e Andrea Padovani.
Consiglio regionale XIV legislatura
Politica

"Più trasparenza nelle nomine dei rappresentanti regionali nelle società partecipate e controllate dalla Regione Valle d'Aosta, utilizzando criteri di scelta che premino la professionalità". È quanto chiedono con una proposta di legge depositata oggi, i consiglieri del Gruppo Misto Alberto Bertin, primo firmatario, Elso Gerandin e Andrea Padovani.

"Le società partecipate – spiega in una nota il consigliere Bertin – rappresentano un mondo parallelo del sistema pubblico: una galassia di circa 50 società che occupano una larga parte del sistema economico regionale e in grado di influenzare l'evoluzione dell'economia locale. Attualmente il numero dei nominati dall'Amministrazione regionale è di alcune centinaia di unità. Un piccolo esercito."

Il consigliere regionale ricorda, quindi, come finora la scelta è stata legata "all'appartenenza politica e la fedeltà al sistema, mentre non sembrano rivestire grande importanza, agli occhi dell’establishment politico locale, le conoscenze specifiche, l'esperienza, le capacità, gli studi e la preparazione" .

La proposta di legge, composta di nove articoli, pur mantenendo in capo al governo la facoltà di decidere in merito alle nomine, stabilisce che, al fine di rendere pubblici i criteri di scelta, tutte le designazioni regionali siano sottoposte all'esame preventivo della Commissione consiliare competente che ha facoltà di audire i soggetti individuati ed esperire ogni indagine ritenuta opportuna, esprimendo un parere non vincolante relativo ai soggetti individuati.

Inoltre, con l'obiettivo di accrescere la competenza e la professionalità delle persone incaricate, il provvedimento prevede che i candidati debbano possedere alcuni dei requisiti previsti per l'accesso agli incarichi dirigenziali presso le amministrazioni del comparto unico regionale e, specificatamente, il possesso della laurea magistrale nonché di un'adeguata esperienza professionale precedentemente maturata.

La proposta di legge allarga poi le ipotesi di incompatibilità dei candidati per evitare eventuali situazioni di conflitto di interessi, introduce l'attuazione del principio della parità di genere nell'attribuzione degli incarichi e, infine, rivede l'iter istruttorio per la valutazione delle candidature.

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