Patto di Stabilità: il Comune di Aosta potrebbe cavarsela con una multa di 600mila euro

L'amministrazione comunale propone alla Regione di detrarre alcune delle voci di spesa corrente per il 2014 come la restituzione dell’extra gettito IMU e le spese socio-assistenziali.
Bruno Giordano
Politica

Il Comune di Aosta è ancora in lotta con il Patto di Stabilità. La necessità, illustrata ieri sera dal Sindaco Giordano durante la riunione dei capigruppo, è quella che il Primo cittadino aveva già presentato martedì scorso davanti all’assemblea Cpel che presiede: quella cioè di ridefinire i termini del Patto stesso tra Regione e Comune.

"La preoccupazione più grande al momento riguarda il 2014 – ha spiegato Giordano – perchè senza accordo tra lo Stato e la Regione siamo obbligati a seguire delle norme nazionali profondamente inique per le nostre caratteristiche: basti pensare che Aosta rappresenta il 25% della popolazione valdostana e il 45% del comparto del Patto, accollandosi tutta una serie di funzioni di Comune capofila che gravano sul nostro bilancio". 

Già, ma il 2013? Secondo il capogruppo di Alpe, Carlo Curtaz, lo sforamento del Patto di Stabilità 2013 è stato un azzardo avvenuto per cercare di pagare i fornitori, ed il problema si presenta sia per il 2013, sia per il 2014. Ma mentre per il 2013 il Comune dovrebbe cavarsela con una sanzione pecuniaria da concordare con la Regione la questione si fa molto preoccupante per il 2014, anno per il quale una sanatoria al momento non c’è”. Una posizione che lo stesso sindaco chiarisce spiegando che "sì, abbiamo preferito pagare i fornitori per non fermare l’economia locale in un momento di grande crisi economica: se vogliono sanzionarci per questo…"

E proprio a proposito di sanzioni, sempre ieri, lunedì 12 maggio, si è svolta, una riunione del Comitato tecnico consultivo di supporto alla Giunta che ha redatto una proposta di sanzioni da applicare al Comune di Aosta per lo sforamento del patto di stabilità per il 2013. In particolare si parla di 600mila euro circa di multa a cui si vanno a sommare altre sanzioni previste a livello nazionale, tra le quali il divieto di assumere nuovo personale. La proposta dovrà ora essere analizzata e deliberata dalla Giunta. "In ogni caso – precisa Giordano – si tratterebbe di un minor trasferimento a valere sul bilancio 2015".

Chiusa la partita del 2013, i riflettori tornano ad essere puntati sul 2014 dove l’accantonamento richiesto al Comune è di 8 milioni 400mila euro. La soluzione è quella di aprire un tavolo di trattativa con la Regione: “Un’iniziativa applicata già in altre regioni d’Italia – ha spiegato il capogruppo PD-PSI Michele Monteleone – per ridefinire per il 2014 regole più rispondenti alla gestione del bilancio, dal momento che il Comune ha un bilancio in attivo che non può spendere. La proposta, da discutere col Presidente della Giunta anche nella sua funzione di Prefetto, vuole riconoscere ad Aosta un trattamento più equo dal momento che il Capoluogo contribuisce al riparto IRPEF per il 30% incassandone solo il 17,3% e non ha alle spalle una Comunità Montana – che non ha obbligo di rispetto del Patto – e deve far ricadere tutto sul proprio bilancio. Una soluzione va trovata, e deve essere la politica a farlo”.

Qualche informazione in più arriva dal capogruppo di Stella Alpina Luca Girasole: “La proposta che l’amministrazione comunale sottopone alla Regione è quella di detrarre alcune delle voci di spesa corrente riferite al 2014 che sono: le spese relative alla restituzione allo stato dell’extra gettito IMU, le spese sostenute in ambito socio-assistenziale e le spese che il comune sostiene per l’esercizio di funzioni assimilabili a quelle che per il resto dei comuni valdostani sono svolte dalle Comunità Montane e non sono soggette al patto di stabilità. Esistono poi ulteriori forme di flessibilità giuridicamente disciplinate e già utilizzate da molte altre Regioni, vedi il caso di Firenze, come per esempio quella verticale. Si tratta di una cessione di spazi finanziari da parte della Regione che può autorizzare gli Enti Locali a peggiorare il saldo obiettivo consentendo un aumento dei pagamenti in conto capitale e che procede contestualmente alla rideterminazione del proprio obiettivo di risparmio al fine di garantire il rispetto degli obiettivi finanziari. Va sottolineato pertanto con forza che il comune di Aosta non ha nessuno buco di bilancio e che il 2013 è stato chiuso con 2.700.000 euro di avanzo di amministrazione in parte corrente ed il comune ha in cassa circa 7 milioni di euro. È quindi evidente che una cosa è avere i soldi in banca e permettere ad altri di spendere di più ed un’altra cosa è non avere soldi da poter spendere”.

Una ridiscussione che prende la via della ‘solidarietà verticale’ con la Regione, in attesa che il nodo dello stallo politico si sciolga: “Il Sindaco – conclude Curtaz – basava le sue certezze sull’idea che si facesse in fretta la riforma degli Enti Locali e si ridefinissero così gli equilibri, mentre la crisi politica ha contribuito a bloccare una situazione già non semplice”. 

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